UNA CERTA IDEA DI EUROPA George Steiner Garzanti Recensione di Lisi Vicarelli


E’ stato uno shock vedere arrivare in nostro aiuto l’esercito russo.
Gli USA hanno abbandonato l’Europa, lo sapevamo già, non è che Trump non ce lo avesse chiaramente detto e dimostrato.
Però, però, però, la vista dell’arrivo dei medici militari russi con tutto l’armamento tipico di un esercito e dei cubani, non dobbiamo dimenticare che Cuba è sempre stata un avamposto sovietico al di là dell’Atlantico, mi ha spiazzata.
Eppure io ho studiato russo, amo la cultura russa, dei paesi est europei in generale e, con la consapevolezza di una minima conoscenza, anche i russi. Ho amato e soprattutto odiato l’URSS e tutto ciò che è derivato da 70 di dittatura comunista.
Sono d’altra parte della generazione che è vissuta a film americani, arte americana, letteratura americana. Ho fatto in tempo ad amare Fred Astaire, Stan Laurel e Oliver Hardy, Cary Grant e Marilyn Monroe, a leggere Silvia Plath e Mary Mc Carty, Edith Wharton, Faulkner e la meravigliosa Antologia di Spoon River, ad incantarmi davanti alla bandiera di Jasper Johns e a capire pian piano Basquiat. A conoscere i grandi scrittori della diaspora ebraica negli Stati Uniti come il premio Nobel J.Singer e la cultura Yiddish che ormai si trova esclusivamente nel nuovo continente.
E poi Woody Allen, le sit com come Friends e Will e Grace, il recentissimo The bing bang theory ecc.ecc.
Tutto questo ora mi lascia e diventa altro da me.
Per consolarmi allora ho riletto un libro piccolo, piccolo, in realtà è un intervento ( la X lecture) di George Steiner per un incontro del Nexus Institute nel 2004.
A parte la splendida prefazione di Vargas Llosa e il prologo di Rob Riemen, fondatore e direttore di Nexus, sono solo 33 pagine, ma ne valgono 3300.
Non starò a dire chi è G.Steiner, non è necessario sapere che è stato uno dei maggiori filosofi contemporanei, per leggere e apprezzare queste poche pagine.
È morto il 3 febbraio di quest’anno e si è risparmiato il pietoso comportamento del governo EU.
Non posso dire niente che renda l’idea di cosa si legge in questo libro per cui cito solo un paio di cose che, specialmente in questo momento, hanno una valenza particolare.
“ Per Steiner l’Europa è un caffè pieno di gente e di parole in cui ….. … e
si pratica la conversazione civile” Quei “ caffè archetipici di Copenaghen, Odessa, Palermo, Mosca, che è già la periferia dell’ Asia”
Purtroppo “ dell’omologazione culturale verso il basso derivante dalla globalizzazione”.
La cosa che però più colpisce “L’Europa è stata e viene ancora camminata.”
“….la cartografia dell’Europa è il frutto delle possibilità del piede umano, degli orizzonti che ci può far percepire. Uomini e donne hanno tracciato queste mappe, camminando di casolare in casolare, di villaggio in villaggio….”
Questo non esiste in nessun altro continente della Terra, allora ho pensato, Mosca sarà già periferia dell’Asia, ma volendo ci posso arrivare a piedi, a Washington no.
Magra consolazione, ma è periodo di prendere le gioie da ovunque arrivino.


Pubblicato da fabrizio priano

Ho creato questo blog per esprimere le mie idee sui fatti di cronaca politica

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