Tra ruderi e fantasmi: Balzola (Al) di Walter Haberstumpf

Come per altri castelli piemontesi quello di Balzola risalirebbe al Mille, anche se, probabilmente, fu edificato forse dai Tizzoni nel tardo Trecento poiché a questo lignaggio Giovanni II Paleologo, marchese di Monferrato, concesse il luogo nel 1345. In vero una qualche fortificazione doveva esserci poiché in un atto del 1419, in cui si stabilisce la suddivisione dell’edificio tra due membri del casato Tizzoni, si descrive anche il castello, cinto da un fossato, e con altri edifici organizzati intorno a una platea. Da una mappa del 1607 stilata dall’ingegner Lelio Samero il castello è raffigurato da una manica lineare, dotata di porta o portico, edificio che collegato nell’angolo Sud- Ovest ai resti di mura e di una torre circolare.
Questo edificio, costruito sui resti del castello medievale, non durò a lungo poiché un incendio lo distrusse nel 1615. Successivamente i marchesi Fassati di Balzola (l’edificio è oggi conosciuto come Castello Fassati-Bertinotti o Castello Vecchio) iniziarono una sommaria ricostruzione di quanto rimaneva dopo l’incendio; il fabbricato quindi fu distrutto e riedificato a più riprese, tra il Settecento e l’Ottocento, per farne una dimora gentilizia. Non fu mai portata a termine … tanto che nel 1877 così Niccolini descrisse l’edificio: “Visitai a Balzola il luogo detto «il castello» ma di antico castello non viddi se non che pochi ruderi sui quali si è fabbricata una palazzina, che è tuttavia da ultimare, e che forse non si ultimerà mai”. Tale residenza castellata, mai finita e ancor meno abitata, era ancora in un discreto stato di conservazione prima dell’ultima guerra mondiale.
Poi a causa dell’abbandono si trasformò ben presto in una pittoresca rovina: si conservava ancora nel 1920 una delle originarie torri d’angolo del recinto poi nel 1971 crollò la facciata principale cui fecero seguito altri cedimenti; attualmente il complesso è cadente, strutture murarie e torri sono allo stato di rudere. In origine il castello – villa dei Fassati, edificato in una sorta di stile palladiano, doveva essere un massiccio edificio a pianta rettangolare con finestre a tutto sesto munito di due ali laterali sopraelevate rispetto al corpo principale con finestre rettangolari.
I continui rifacimenti e ricostruzioni, mai ultimati, le precarie condizioni statiche dell’edificio, protrattesi nei secoli, nonché la serie di cedimenti e di crolli, avvenuti nei secoli, forse dovuti a errati calcoli strutturali, e, infine, la mancata utilizzazione del fabbricato hanno dato origine a curiose leggende. Vi sarebbe un fantasma di un mago lebbroso che maledisse il castello quando, nel 1650, ne fu cacciato dai proprietari, risoluti a ristrutturare l’edificio.Da allora, si narra che, chiunque provasse a ricostruire, o

ad abitare il maniero s’imbatterebbe nel fantasma del mago, una figura maschile evanescente, ma ben visibile vestita di tela di sacco o iuta, con tanto di bastone munito di campanella, tipico dei lebbrosi. In effetti Balzola fu devastata dalla peste portata dai soldati nel Seicento, tanto che con atto notarile (15/11/1652) la comunità si dedicava alla protezione di S.Rocco.
Un’altra leggenda vuole che un gruppo di fanciulli entrati nei sotterrai del palazzo, pericolante, avrebbero rinvenuto nei sotterranei una lapide recante una maledizione; di quei bambini si perse ogni traccia e in alcune notti ventose si possono ancora ascoltare i lamenti, tra le rovine del maniero. Infatti, secondo un’accreditata tradizione vi sarebbe un lungo sotterraneo che i Tizzoni avrebbero fatto costruire tra il castello e il paese di Torrione, cunicolo che pare avesse bocche di areazione ogni cinquecento passi.
Walter Haberstumpf

Pubblicato da fabrizio priano

Ho creato questo blog per esprimere le mie idee sui fatti di cronaca politica

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