Curiosità storiche e culinarie di Patrizia Rossetti

C’era una volta un paesino ubicato fra le montagne del luinese (in provincia di Varese) che dividono l’Italia dalla Svizzera, nella valle Dumentina, cosi chiamata anche “Valle Smeralda” per i suoi colori verdeggianti: è Runo di Dumenza. Vi starete chiedendo il perché abbia iniziato con “c’era una volta”, certamente non vi sto raccontando una favola ma una storia vera di un paesino da favola, con poche anime ma che ha dato i natali ad alcuni personaggi noti in tutto il mondo, che farebbero invidia a qualsiasi paese. Uno di questi è Bernardino Luini, il celebre pittore, allievo di Leonardo da Vinci. Poi all’insigne cuoco che scrisse dei trattati di cucina medioevale, lasciandoci un grande patrimonio storico culinario, perché sono alla base della nostra cucina attuale: Bartolomeo Scappi. Ci furono vari dubbi sul suo luogo di nascita: chi diceva fosse bolognese, chi veneto; ma una lapide applicata ad una parete della chiesa parrocchiale di Runo dedicata a S.Giorgio (patrono del paese) conferma la presenza della stirpe degli Scappi. Bartolomeo scrisse, come dicevo, dei trattati di cucina che sono raccolti in un libro dal titolo “L’opera del ben cucinare”. Questo fu diviso in sei parti: la prima riguarda il galateo in cucina, del metodo di conoscere e conservare le vivande. La seconda tratta della carne dei quadrupedi e volatili domestici e selvatici. La terza tratta dei pesci, delle uova e delle minestre. La quarta parla delle vivande distribuite secondo le stagioni. La quinta come fare pasticci e dolci. Nella sesta tratta delle vivande più adatte agli infermi e ai convalescenti. Tutte e sei le parti completate da ricette. Dopo aver lasciato il suo paese, lo Scappi, opera a Bologna e poi a Roma, dove fu “maestro di cucina di ben tre papi, meritandone il titolo di “Cuoco segreto” che gli venne conferito da Papa Pio V, cioè cuoco privato e il titolo di “Conte del Laterano”. La sua data di nascita è incerta,

ma la sua morte avvenne nel 1570.Oggi, a Runo chi onora, oltre ai piatti della cucina tradizionale locale, anche quella medioevale dello Scappi (dal 1995) sono i fratelli Daniela e Adriano Pelandella del “Ristorante Smeraldo”. Essi sono la terza generazione di una famiglia di ristoratori; prima iniziarono i nonni Giulio e Adriana fino al 1975. Successivamente i genitori Pietro Renzo e la mamma Anna Maria fino al 2011. Vi voglio far conoscere il menù con le ricette di Bartolomeo Scappi che potreste assaporare nel loro ristorante: 1 ° servizio: Offelle di pesce persico- 2° servizio: Riso alla lombarda in tortiera – Torta di lasagne con capi da latte – 3° servizio: Fricassea di vitello detta Mangana- 4° servizio: Cannoncelli d’uovo farciti. Ora vi suggerisco una ricetta di Bartolomeo Scappi.

Buon Appetito!!!!

Omelette d’arance – Ingredienti:

6 uova- 3 arance – 2 cucchiai di zucchero- 2 cucchiai di olio di oliva e sale- qualche goccia

di acqua di rose.

Fare delle omelette, sbattendo delle uova e aggiungendo lo zucchero, sale e il succo delle arance e acqua di rose Cuocere in una padella con olio di oliva. Servitele tiepide. A piacere, quando sono tiepide, spruzzatele con qualche goccia di acqua di rose .

Patrizia Rossetti

Patrizia Rossetti è nata a Milano ma vive da più di quarant’anni a Leggiuno in provincia di Varese. E’ diplomata in Ragioneria ma da sempre ha un grande amore per la tavola, la cucina e la sua storia, in particolare quella medioevale. Ora, oltre alla scrittura si dedica ai suoi tesori, i nipoti: Christian, Andrea

e Denise. Collabora dal 2004 con la rivista “Varese Mese” Nella rubrica “La buona cucina” dove pubblica articoli con ricette medioevali rielaborate. Con la stessa rubrica ha registrato un format di cucina con rete55 “Casa Rossetti”. Con Pietro Macchione ha pubblicato: “In cucina con i Promessi Sposi

“, “Santo Mangiare ” Ricette dai conventi lungo la Via Francigena e “Ricette con delitto” in collaborazione con l’amica Marta Bardi. Questi libri sono stati recensiti da parecchi quotidiani, settimanali e mensili come: “La Stampa”, “Il Giorno”, il “Corriere della

Sera”, ” Lombardia Oggi”, “Focus”, “Nuovo Cairo Editore”, La cucina Italiana, ecc. Ha ricevuto parecchi Premi: “Diploma d’onore ” nel Premio Letterario internazionale “Penna d’autore ” nel 2013. E’ stata relatrice al Salone Off di Pinerolo collegato al Salone internazionale di Torino. “Menzione di merito per l’originalità e la qualità del libro ” al Premio Internazionale “Il Picchio” nel 2016. Nel 2017 le è stato conferito il “Premio via Francigena” al Premio letterario internazionale “Citta’ di Sarzana”. Nel 2018

“Premio Finalista” Al premio letterario internazionale “Città

di Sarzana”. Menzione di Merito al Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo di Guidonia (Roma). Dulcis in fundo

al Premio Letterario Internazionale “Mario Soldati” di

Torino organizzato da Associazione Pannunzio ” si è classificata

al terzo posto nella sez. Saggi dedicati alla gastronomia” che ha ritirato il 2 dicembre 2018. Nell’ aprile del 2019 Viene pubblicato, dall’Editore Macchione, il libro ” La Leggendaria cucina del

Titanic”, il quale riceve nel luglio dello stesso anno al Premio Letterario Internazionale Città di Sarzana il ” Premio Speciale “De Gustibus Solcando L’Oceano”. Nel Maggio 2019, al concorso Letterario Internazionale “Gian Antonio Cibotto” di Rovigo, per il libro “In cucina con i Promessi Sposi” Premio Miglior Opera Storica Gastronomica.

Pubblicato da fabrizio priano

Ho creato questo blog per esprimere le mie idee sui fatti di cronaca politica

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