BRUNO VOLPI, INTERVISTATO DA PIER CARLO LAVA, PRESENTA IL SUO ROMANZO “L’OCCHIO DI DRAGO”

Bruno Volpi, autore alessandrino di poesie, racconti e fiabe che hanno ottenuto riconoscimenti in concorsi letterari nazionali ed internazionali, nel corso di un’intervista con Pier Carlo Lava, promotore e redattore di Alessandria Today, presenta il suo romanzo giallo “L’occhio di drago”, Erba Moly Editore, pubblicato nell’ottobre scorso.

Il romanzo, arricchito da una preziosa introduzione di Luca Crovi, redattore per Sergio Bonelli Editore, giallista egli stesso econduttore della trasmissione di RadioDue “Tutti i colori del giallo”, è un intenso giallo di provincia che si gioca sul rapporto tra due poliziotti che, come carattere e modus operandi, sono agli antipodi: il commissario Luigi Badalotti e l’ispettore Mario Gianetti.

Il rotondo commissario Badalotti si trova ad indagare sull’omicidio di un avvocato molto noto in città: Massimo Rastelli. L’uomo è stato pugnalato a morte nello spogliatoio del circolo sportivo più vip della città. Unico inquietante indizio ritrovato vicino al cadavere: una collanina d’argento con appeso un ciondolo rosso, pietra conosciuta come Occhio di drago.

Non resta a Badalotti che mettere in moto la sua squadra: l’ispettore Gianetti, il giovane, ma acuto, agente Bonino e il goffo agente Nobiltà. Ma pochi giorni dopo si scoprirà un secondo delitto. Anche in questo caso una vittima illustre: il professore universitario Francesco Manenti, accoltellato alla schiena nei giardinetti di fronte alla stazione ferroviaria. 

Le due vittime si conoscevano e da una perquisizione in casa del professore salterà fuori una seconda collanina con lo stesso ciondolo. Mentre comincia a serpeggiare in città l’incubo di un serial killer e il questore preme, Badalotti deve mettere in fila gli indizi, risalire a passati, lontani torti che gridano vendetta e, muovendosi con i piedi di piombo, prevedere le prossime mosse dell’assassino per tentare di fermarlo.

Sullo sfondo della vicenda Alessandria, una città di provincia con cui Badalotti appare subito in sintonia, che riflette il carattere del funzionario, votato alla sostanza più che all’apparenza, solitario ma capace di grandi risultati. Così tra nebbie, ricordi della giovinezza e ottima gastronomia, Badalotti accompagna il lettore alla scoperta di una città che forse non ha caratteristicheappariscenti per stupire l’occasionale visitatore, ma che sa conquistare chi abbia la pazienza di scoprirla ed assaporarla giorno dopo giorno.

Pubblicato da fabrizio priano

Ho creato questo blog per esprimere le mie idee sui fatti di cronaca politica

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