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CASALE MONFERRATO. CITTA’ D’ ARTE Testo: Nadia Presotto Fotografie: Renato Luparia

Casale Monferrato, la cittadina di Aleramo, dei Paleologi e dei Gonzaga, adagiata sulla sponda destra del fiume Po e racchiusa in un tenero abbraccio dalle colline del Monferrato, è una città ricca d’ arte e storia.

Il Museo Civico, la Gipsoteca Bistolfi e la recente Sala Archeologica – con importanti testimonianze della presenza longobarda in Monferrato – , sono ubicati nell’ antico convento agostiniano di Santa Croce, in via Cavour , che presenta alcuni affreschi realizzati nel Seicento da Guglielmo Caccia detto Il Moncalvo (Montatone 1568- Moncalvo 1625).

Il Museo Civico nasce nel 1854, quando la contessa Clara Leardi donò alla città la raccolta etnografica formata dal viaggiatore Carlo Vidua, nato a Casale Monferrato nel 1785 e deceduto ad Ambon, in Indonesia nel 1830.

Al primo piano dell’ antico edificio trova posto la Pinacoteca, recentemente “raddoppiata” negli spazi e integralmente ripensata nel percorso espositivo, che inizia con la “Galleria del Settecento” dalla quale si accede alle sale a tema: La Sala di Santa Croce, che propone la lettura del complesso in cui è collocato il museo; la Sala del Polittico, dove è possibile ammirare, oltre al pregevole Polittico spagnolo di fine Trecento, alcuni busti di imperatrici romane ed un gruppo di dipinti fiamminghi raffiguranti scene di vita quotidiana, opere collezionate dal banchiere casalese Giuseppe Vitta, fondatore del Credito Lionese.

Il “Loggiato” dà inizio al percorso cronologico, con bassorilievi in marmo e terracotta del Quattrocento e del Cinquecento, lo stendardo di ambito di Martino Spanzotti, artista casalese (1450-1526) per passare alle sale successive, dove ammirare, tra le altre,  le tele dell’ atelier di Guglielmo Caccia, l’ autoritratto di Niccolò Musso, l’ adorazione dei Pastori di Vermiglio e lo splendido stendardo di Maffeo da Verona datato 1612. La “Sala dei Fiamminghi” ospita le opere acquistate nelle Fiandre dalla famiglia Mossi tra il Cinquecento ed il Seicento.

La galleria dà accesso all’ imponente  “Salone del Vituli” sul quale si apre la “Sala del Risorgimento” con dipinti e busti che documentano gli ideali dell’ Unità d’ Italia, con il ritratto di Giuseppe Garibaldi eseguito da un altro artista casalese, Eleuterio Pagliano (Casale 1826-Milano 1903).

La rassegna pittorica è completata con l’ acquisizione in deposito di alcune opere di Angelo Morbelli (Alessandria 1853 – Milano 1919), grande protagonista dell’ arte italiana della fine del XIX secolo.

La sala dedicata a Noemi Gabrielli, ex  Sovrintendente alle Gallerie del Piemonte racchiude opere dal territorio monferrino: dalle tavole attribuite al casalese  Aimo Volpi, collaboratore di Spanzotti, alle tele del Guala.

Oltre alla Pinacoteca, alcuni ambienti del Museo hanno raccolte a tema:  statue lignee, tra cui un San Giacomo del XIII secolo e pregiate ceramiche.

All’ aperto, nel chiostro di Santa Croce la bellissima statua in bronzo  “Verso la luce”, una riproduzione  eseguita 2006 dal giovane e talentuoso scultore Gabriele Garbolino, dal modello in gesso di Leonardo Bistolfi, è posizionata in modo che “guarda” all’ ingresso alla Gipsoteca a Lui dedicata, situata al piano terreno.

Lo scultore Leonardo Bistolfi (Casale M.to 1859 – La Loggia –To 1933  ) fu importante esponente del Simbolismo italiano. Figlio di uno scultore, grazie ad una borsa di studio frequenta l’ Accademia di Brera a Milano, successivamente studia con Odoardo Tabacchi all’ Accademia Albertina.

Nelle cinque sale della gipsoteca sono esposte più di centosettanta opere tra terrecotte, disegni, plastiline, bozzetti e modelli in gesso, alcuni marmi e bronzi. Le opere sono state in gran parte donate dal banchiere casalese Camillo Venesio e in seguito integrate con donazioni di Andrea Bistolfi, nipote dello scultore.

L’ intelligente allestimento consente di comprendere le varie fasidel procedimento artistico, da un primo approccio con la creta, al bozzetto in gesso, al modello definitivo che rappresenta l’ idea finale dello scultore. E’ il modello infatti che consente la realizzazione dell’ opera in marmo e bronzo. 

Le opere esposte documentano il percorso artistico del Bistolfi che all’ inizio è stato influenzato dal movimento milanese della Scapigliatura, rappresentato dall’ opera Amanti, seguono opere di gusto Verista, come Il Boaro, della quale il Museo espone il bozzetto in terracotta, il modello in gesso e l’ opera in bronzo. Il periodo Liberty è rappresentato dai bassorilievi commemorativi. La figura femminile è presente nelle grandi opere (Verso la Luce, La Patria, Il desiderio della riva lontana). La sua lunga attività artistica si conclude con la statua equestre di Savona, dedicata a Garibaldi, e con il monumento a Carducci di Bologna che rappresentano un nuovo linguaggio artistico, dalle forme più asciutte e compatte.

Altrettanto importante è il complesso museale ebraico; nascosta dietro una anonima facciata di vicolo Olper,  nel centro della città, la Sinagoga costruita nel 1595, dopo vari interventi e restauri,  si presenta con tutto il suo splendore d’ arte tardo-barocca, celebre in tutta Europa. Le decorazioni in oro, gli stucchi e le iscrizioni in ebraico testimoniano la lunga vita della comunità casalese che, prima dell’ ultima guerra mondiale era la più notevole in Italia.

Il Museo Ebraico che occupa il matroneo e le sale vicine, conserva un ricco patrimonio artistico, frutto di donazioni e prestiti: oggetti della vita quotidiana, arredi di culto, preziosi argenti cesellati per il rivestimento dei Rotoli della Legge, tessuti, manoscritti.

Il Museo dei Lumi  (Hanukkah) presenta la collezione di lampade contemporanee, realizzate su invito da artisti contemporanei, collocate nella recuperata cantina, con il forno dove si produceva il pane azzimo. Sono esposti lumi realizzati da grandi artisti, tra i quali Elio Carmi,  Mondino, Paolo Levi, Emanuele Luzzati, Giovanni Tamburelli, Ugo Nespolo e tanti altri importanti artisti di fama nazionale e internazionale.

Informazioni utili:

Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi – Via Cavour 5 – Casale M.to tel. 0142/444249 

Museo ebraico e dei Lumi – Vicolo Olper 44 – tel. 0142/71807 –

Pubblicato da fabrizio priano

Ho creato questo blog per esprimere le mie idee sui fatti di cronaca politica

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