Lisi VICARELLI ci traduce un importante articolo uscito su The Guardian

RIVELAZIONE:LA CHIAMATA DELL’ITALIA PER UN AIUTO URGENTE FU IGNORATA MENTRE IL CORONAVIRUS DILAGAVA IN EUROPA

Esclusiva: Una serie di mancanze quando l’Italia affrontava la catastrofe, la richiesta di aiuto alla EU si è scontrata con uno shockante silenzio

Di: Daniel Boffey, Celine Shoen, Ben Stockton e Laura Margottini

THE GUARDIAN

Mercoledì, 15 luglio 2020

E’stato un momento di agghiacciante chiarezza. Il 26 Febbraio, con il numero dei sicuri infettati dal Coronavirus che triplicava ogni 48 ore nel paese, il premier italiano Giuseppe Conte, ha fatto una richiesta di aiuto agli Stati Membri della UE.

Gli ospedali italiani erano al collasso. Dottori e infermieri avevano terminato mascherine, guanti e camici di protezione di cui avevano bisogno per la loro sicurezza e i medici sono stati costretti a giocare a fare Dio con le vite di coloro che erano stato di estrema criticità per la pressochè totale mancanza di respiratori.

Un messaggio urgente è partito da Roma verso la sede centrale della commissione Berlaymont a Bruxelles.

Le specifiche delle richieste delle necessità italiane sono state prese in carico dal CECIS (Sistema delle comunicazioni di emergenza) in seno alla Comunita’ Europea.

Ma cosa accadde poi è shockante. La richiesta urgente di aiuto si è scontrata con il silenzio.

“Nessuno Stato Membro ha risposto alle richieste dell’Italia e alla chiamata fatta alla Commissione in cerca di aiuto”dice JanezLenarcic, commissario responsabile per le situazioni di crisi.

“Ciò significa che non solo l’Italia era impreparata….. Nessuno era preparato. La mancanza di solidarietà all’Italia non è stata una mancanza di solidarietà. E’stata una mancanza di attrezzature.”

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E qui è necessario rammentare le date di fatti accaduti e documentati con sicurezza.

Poniamo sia vera questa interpretazione del Sig. Lenarcic. Se fosse stata esclusivamente una mancanza di attrezzature, qualcuno avrebbe potuto rispondere solo per solidarietà, rammaricandosi per l’impotenza ad offrire qualsiasi tipo di aiuto.

Vorrei però ricordare, che proprio in quel periodo iniziava una sottile campagna mediatica che ci additava come incapaci e diffusori del virus.

Mi sono sempre chiesta come un qualsiasi cittadino del mondo potesse credere che un virus partito dalla Cina dove venivano blindate città per circa 20 000 000 di abitanti, fosse arrivato in quantità massiccia in Italia e più specificatamente in piccoli paesi dell’Italia del Nord e da lì diffuso nel resto del pianeta.

Il virus si è diffuso principalmente con il trasporto di merci – con ogni tipo di mezzo- e tramite i passeggeri degli aerei. 

Per cui, senza andare a elencare cifre, solo ad occhio, in Europa e nel mondo, non considerando le altre vie di comunicazione, ci sono molti aeroporti e di conseguenza le città e i paesi dove sono che hanno un traffico aereo commerciale e passeggeri significatamente ed enormemente maggiore dei nostri comeFrancoforte, i tre maggiori aeroporti di Londra, New York e la California, che tra l’altro è più vicina alla Cina dalla parte del Pacifico, Berlino e Amburgo, Parigi con una numerosissima comunità cinese.

Ci sono alcune date e fatti molto significativi da ricordare.

30 gennaio 2020

WHO dichiara stato di emergenza sanitaria globale

(già da fine dicembre 2019 sui giornali escono notizie non ufficiali, ma certe di problemi sanitari ovunque nel mondo)

7 Febbraio 2020

Muore il dott. Li Wenliang che era stato arrestato per aver diffuso la notizia di una nuova SARS

14 Febbraio 2020 

La Francia dichiara il PRIMO DECESSO da Coronavirus in Europa

(ma evidentemente la situazione non è preoccupante perché non viene preso nessun provvedimento)

23 Febbraio 2020 

L’Italia vede il maggior aumento di numero dei casi (dalle notizie che arriveranno solo mesi dopo si apprende che la realtà è diversa: L’ITALIA HA RICONOSCIUTO DI AVERE UN PROBLEMA E HA TENTATO DI AFFRONTARLO NEL MIGLIOR MODO POSSIBILE. Dichiarando il numero di casi che risultavano dai ricoveri e dalle informazioni mediche. Tutti gli altri paesi come è evidente dai dati comunicati a posteriori, non hanno seguito la stessa strada mettendo a repentaglio la vita di moltissimi loro cittadini.)

La Lombardia decide di isolare 10 città tra cui Codogno.

26 Febbraio

Avviene la richiesta di aiuto da parte dell’Italia ai paesi membri. Nessun premier ha fatto ancora dichiarazioni di rilievo

Nello stesso periodo USA chiudono i voli alla Cina, Iran dichiara numerosi casi, Sud America dichiara casi, ma in Brasile viene praticamente negato uno stato di pericolosità

28 Febbraio 2020

Viene data notizia da tutte le agenzie stampa che il n di infezioni in Europa è preoccupante

11 Marzo2020

La Portavoce di Macron annuncia il discorso del Presidente alla nazione e afferma anche che gli italiani hanno fatto grossi errori nella gestione della crisi

13 Marzo 2020

M.me Lagarde fa un discorso che fa precipitare del 17% la Borsa italiana e getta scompiglio in tutto il mondo. Verrà derubricato a gaffe, ma l’Italia ha bruciato miliardi di Euro e c’è stata una corsa all’acquisto di azioni e aziende italiane a condizioni umilianti per l’Italia

Primo discorso di Boris Johnson che dichiara preoccupazione per l’evolversi del problema, ma non necessario il lockdown, quindi si presume che la condizione di Fr, Uk e altri al 26 febbraio non presentasse condizioni di criticità e che l’organismo preposto dalla UE ad affrontare emergenze, sostenuto finanziariamente anche dall’Italia, non si sia curato di dare un cenno, per cui anche da questo si può dedurre che non ci fosse ragione di allarmismi e passava l’idea che fossimo l’unico paese in Europa con problemi così gravi e in più da CODOGNO il virus veniva sparso per il mondo.

Una curiosità che avverrà più avanti nel tempo: la Cina che contro ad ogni legge della statistica continua a registrare un numero di casi spudoratamente basso, nel momento che è stata costretta a fare uscire qualche notizia su una nuova ondata di infezione, questa volta anche a Beijing e Shangai, ha dichiarato che il virus era stato reintrodotto da un viaggiatore proveniente dall’Italia.

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Qualcosa come 180 000 cittadini europei in tutta l’Europa continentale e UK, sono deceduti e 1,6 milioni sono stati infettati dal momento che il morbo è irrotto nel continente nel dicembre dello scorso anno grazie alla gentilezza del misterioso paziente Zero.

Il reale numero dei decessi è quasi certamente molto più alto di quello registrato. Il recente aumento dei casi di contagio in Serbia e nel resto dei Balcani, è fonte di grande preoccupazione.

Il continente è ormai sulla strada della peggiore e inarrestabile recessione economica dai tempi della Grande Depressione dei primi anni ’30 del ‘900, come risulta ampiamente dai necessari lockdowns per contrastare i sistemi di sanità nazionali grandemente sottofinanziati.

Sono state fatte ai leader dei vari paesi domande fondamentali riguardo al risultato del piano europeo quando gli stati mancano di venire in aiuto gli uni agli altri in tempi bui.

Questo weekend i 27 capi di stato si incontreranno, per la prima volta faccia a faccia in 5 mesi, per cercare una via per l’immediato futuro.

Oggi, a seguito delle analisi dei dati riportati interni (ai paesi EU) e delle interviste a dozzine di funzionari ed esperti, sia a Bruxelles che nelle capitali della Unione, Il Guardian e l’Ufficio del Giornalismo Investigativo, possono ripercorrere tutta la vicenda di come l’EU è risultata apparire come l’epicentro designato da WHO di una pandemia globale e quali lezioni se ne potrebbe trarre.

E’ la storia di ben intenzionati funzionari a Bruxelles che parlano con toni urgenti di un imminente disastro tale da svuotare le sale conferenza stampa. Di sempre più disperati ministri della salute incapaci di convincere i loro dirigenti del governo e del ministero delle finanze di cosa stava arrivando e come fosse imperativo agire.

Di governi che riconoscono tardivamente la velocità alla quale si stava diffondendo il virus, solamente poi per precipitarsi ad agire in modi scoordinati e protezionisti in momenti di panico malcelato.

E delle istituzioni e agenzie europee le cui figure preminenti mancano di esperienza e poteri per ottenere fondi per agire di comune accordo per affrontare il morbo senza curarsi di confini o della gelida burocrazia di Bruxelles.

E’ la storia di una EU mal equipaggiata e incapace di approntare una risposta adeguata alla crisi l’ha così velocemente inghiottita.

La storia viene poi vista e descritta e approfondita nel proseguimento molto lungo dell’articolo.

Oggi venerdì 24 luglio Il Guardian titola: COVID-19: QUANDO L’ITALIA GRIDAVA PER UN AIUTO CI FU SILENZIO

L’articolo poi afferma che, evidentemente in un secondo tempo, altri paesi si sono trovati nella stessa situazione ed hanno ricevuto il medesimo trattamento, fa accenno al comportamento, non proprio apprezzato, dei così detti “paesi frugali”, ma che fortunatamente sembra si sia giunti ad un accordo.

Per essere corretti bisogna dire che la stampa britannica non vede l’ora di dare addosso alla EU, ma a mio parere hanno abbiamo dato loro “corda per impiccarci”.

Inoltre altri articoli sulla stampa di tutto il mondo riportano che sta avvenendo una presa di coscienza degli atti (criminali) della Cina e si inizia ad agire in proposito.

Pubblicato da fabrizio priano

Ho creato questo blog per esprimere le mie idee sui fatti di cronaca politica

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