AUTORITRATTO – Inaugurazione giovedì 8 ottobre, ore 18.30, Binario 7, via Turati 8, Monza

Espongono Elisa Cella, Andrea Cereda, Nadia Galbiati, Alex Sala, e ……..

I temi dell’arte
Autoritratto

dal 9 ottobre al 29 novembre 2020
Binario 7
via Turati 8
Monza

Inaugurazione giovedì 8 ottobre, ore 18.30

Una mostra e un progetto a cura di Simona Bartolena e Armando Fettolini
Organizzato da heart – pulsazioni culturali e Ponte43

La mostra Autoritratto è in collaborazione con Teatro Binario7, Monza

Per orari di apertura consultare il sito binario7.org


Il progetto I temi dell’arte, dopo sei mostre dedicate ai generi artistici della tradizione, arriva alla conclusione con la settima e ultima esposizione della serie: Autoritratto.
Per esplorare le possibili variabili di questo tema tanto complessoe affascinante, abbiamo chiesto a sessanta artisti di proporci un loro autoritratto.
L’invito a partecipare a questa kermesse è stato rivolto a tutti gli artisti che avevano partecipato alle precedenti sei mostre dedicate ai diversi temi iconografici ma anche a nuovi nomi. Alcuni di loro frequentano l’autoritratto da sempre, altri hanno sperimentato per la prima volta la dimensione dell’autoanalisi. Qualcuno ha ripescato opere realizzate nel passato, qualcun altro ha preferito mettersi in gioco nell’attualità; chi ha interpretato il proprio autoritratto come un racconto e chi, invece, l’ha pensato come un’effige immobile nel tempo, chi l’ha aperto a una riflessione collettiva e chi ha mantenuto stretti i confini della propria identità. Già nelle diverse scelte si coglie un riflesso della personalità dell’artista, il suo modus operandi e la sua mentalità.
La mostra disattende tutti i consueti criteri espositivi, scegliendo una dimensione non museale ma adeguata al luogo “non deputato” che la ospita: il teatro Binario7.
Abbiamo voluto creare un percorso avvolgente e disorientante: un viaggio tra sguardi, pensieri, riflessioni private e intime confessioni condotte con linguaggi, stili, toni e caratteri differenti. Un caotico succedersi di immagini diverse che rappresentano volti e anime altrettanto diverse. Le sessanta opere in mostra compongono un mosaico eterogeneo e variegato, un curioso percorso nella parte più intima della creatività artistica.

In mostra autoritratti di:
Vincenzo Balena, Davide Balossi, Sergio Battarola, Claudio Beorchia, Sergio Besutti, Bruno Biffi, Piera Biffi, Maurizio Bonfanti, Raffaele Bonuomo, Walmer Bordon, Ermenegildo Brambilla, Giuseppe Buffoli, David Andres Carrara, Casagrande&Recalcati, Simone Casetta, Silvana Castellucchio, Elisa Cella, Andrea Cereda, Giovanni Cerri, Chiò, Silvia Cibaldi, Rosabianca Cinquetti, Vittorio Comi, Giulio Crisanti, Umberto Crisciotti, Daf, Francesca Della Toffola, Dellaclà, Paolo Facchinetti, Federica Ferzoco, Nadia Galbiati, Giuliano Gaigher, Kazumasa Mizokami, Rossana Maggi, Silvia Manazza, Camilla Marinoni, Gennaro Mele, Ettore Moschetti, Elena Mutinelli, Giacomo Nuzzo, Lorenzo Pacini, Luca Panucci, Luciano Pea, Giangi Pezzotti, Vera Pravda, Leonardo Prencipe, Dolores Previtali, Marco Rossi, Alex Sala, Anna Santinello, Giovanni Sesia, Chiara Soldati, Kim Sommerschield, Alessandro Spadari, Elisabetta Tagliabue, Matteo Tenardi, Giorgio Tentolini, Giovanna Torresin, Marta Vezzoli, Nicola Zaccaria.




Se condotta con onestà intellettuale, la pratica dell’autoritrarsi non è priva di difficoltà per un artista. Essa necessita di una certa lucidità nell’analisi del sé e di un rapporto non superficiale e sincero con lo specchio. Quando si tratta di un’effige di se stessi, la vera personalità dell’artista trapela anche dalla più artefatta e costruita delle immagini. Gli occhi intensi e profondi con cui Picasso ci osserva da ogni suo autoritratto raccontano molto dello spagnolo, anche quando a prevalere nel dipinto sono la ricerca linguistica e la sperimentazione tecnica. Lo sguardo mutevole di Van Gogh, le pose ricercate e teatrali di Courbet, i capelli spettinati di Delacroix, la mano mozzata di Kirchner, le sette dita di Chagall, il ghigno sarcastico di Gerstl, il gelido rigore di Schad, il teschio sulla spalla di Warhol… Sono più che semplici esercitazioni di stile: essi rappresentano, in un crescendo di intensità dall’Ottocento ai nostri giorni, il disperato tentativo dell’artista di definire la propria identità e renderla pubblica. Che egli voglia mostrare le proprie fragilità e le proprie paure o intenda proteggerle e nasconderle poco importa. L’intima personalità dell’uomo e l’esperienza creativa dell’artista emergono rendendosi visibili agli altri, con un’immagine che supera i confini del tempo concesso all’esistenza terrena, si fa icona, ricordo indelebile, presenza simbolica.
(dal testo di Simona Bartolena, in catalogo)



Il progetto I temi dell’arte
Quella iconografica è senza dubbio una delle chiavi di lettura più interessanti che si possano applicare alla storia dell’arte: leggere le opere d’arte partendo dal soggetto – riflettendo sulla nascita, l’evoluzione, la storia e la fortuna dei generi – è un esercizio ricco di spunti interessanti, che apre nuove prospettive nella loro reale comprensione.
Ma oggi, ha ancora senso parlare di generi artistici? Esistono ancora i temi che hanno caratterizzato la produzione artistica di tutti i tempi?
Questo progetto è nato proprio da questo interrogativo: da una domanda sollevata dall’eterogeneità e dalla caleidoscopica molteplicità delle espressioni contemporanee. Una domanda la cui risposta necessita di un’analisi senza schemi precostituiti, che indaghi liberamente nella scena attuale e nei diversi linguaggi, in cerca di conferme. Cos’è oggi la pittura di paesaggio? Che senso può ancora avere la natura morta? Il ritratto rispetta ancora canoni tradizionali? E l’autoritratto è ancora una forma di autoanalisi e autoaffermazione dell’artista?
In un’epoca di moltiplicazione febbrile delle immagini, che ormai invadono il nostro tempo e il nostro spazio e diventano una forma compulsiva di comunicazione e socialità (non sempre richieste), che ruolo hanno i temi nell’espressione artistica? Come risponde l’arte alla mania collettiva dei selfie – nuova, diffusissima, massificata forma di autoritratto – e alla consuetudine di riprodurre e rendere pubblico il nostro quotidiano o di manifestare per immagini il nostro sentire?
I Temi dell’arte parte da questo punto di vista, per viaggiare nel panorama contemporaneo dialogando con la storia, con l’intenzione di sollecitare un dibattito, o quantomeno una riflessione, sull’evoluzione dell’espressione artistica, riconsiderando alcune strade che l’arte percorre da sempre e scelte iconografiche che avvicinano artisti lontanissimi nello spazio-tempo.
I temi scelti sono quelli più diffusi nella produzione artistica di tutti i tempi. Gli artisti sono, invece, il frutto di una selezione curatoriale, indubbiamente soggettiva, coerente con il cammino tracciato fino a oggi dall’Associazione heart e da Ponte43. Le mostre, quindi, non hanno certo la presunzione di esaustività o completezza: esse sono pensate, piuttosto, per suggerire riflessioni e nuovi percorsi critici su un argomento tanto importante quanto complesso e spesso trascurato (anche dagli storici dell’arte e dagli addetti ai lavori).
I Temi dell’arte, inoltre, prosegue una tradizione inaugurata anni fa dal gruppo fondatore di heart – pulsazioni culturali con Brianza: terra d’artisti o con i più recenti Colori, Materie e Elementi, tutti progetti che, oltre a coinvolgere realtà diverse del territorio facendo rete, superano anche il concetto classico di mostra d’arte, arricchendosi con conferenze, incontri, eventi, iniziative pluridisciplinari.

Simona Bartolena e Armando Fettolini
(curatori de I Temi dell’arte)



Le mostre del progetto:
Arte sacra, Robbiate, Sala Civica, ottobre 2019
Paesaggio, Arcore, Villa Borromeo d’Adda, novembre 2019
Ritratto, Brugherio, Galleria espositiva Palazzo Ghirlanda Silva, gennaio 2020
Natura morta, Vimercate, Spazio heart, febbraio 2020
Nudo e figura, Lecco, Torre Viscontea, giugno 2020
Mito e storia, Monticello, Villa Greppi, luglio 2020
Autoritratto, Monza, Binario 7, ottobre 2020

SOVRANISMO Le radici e il progetto di Gianni Alemanno

L’Associazione Culturale Libera Mente Laboratorio di Idee e L’Associazione Piemonte nel Cuore
Venerdì 2 ottobre 2020 alle ore 17, 30
presso
Il Salone La Belle Èpoque dell’Hotel Alli Due Buoi Rossi,
via Cavour n 32 – Alessandria
(nel rispetto della normativa vigente sul distanziamento sociale contro la
diffusione del Covid-19)
hanno organizzato la presentazione del libro dal titolo
“SOVRANISMO
Le radici e il progetto”
a cura di
Gianni ALEMANNO
e
Gianluca VIGNALE coautore del libro
Ha moderato Fabrizio PRIANO Presidente dell’Associazione


Fabrizio PRIANO Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente- Laboratorio di idee ha commentato : “L’Associazione Libera Mente Laboratorio di Idee, nel suo lungo percorso, oltre alla presentazione di libri e di mostre di Arte, ha spesso organizzato incontri per parlare di temi di attualità. In questa conferenza verrà trattato un tema attualissimo, il Sovranismo, di cui, quasi giornalmente, si discute sui media e nelle trasmissioni di approfondimento politico, tema che poco prima della chiusura imposta dal Covid avevamo iniziato ad affrontare con Marco Gervasoni. Ne parliamo presentando un libro che ha un titolo esplicativo “Sovranismo, le ragioni del progetto”, con il suo curatore, grande protagonista della politica nazionale degli ultimi trenta anni, Gianni Alemanno.”


Tutta la verità sul sovranismo nel nuovo libro scritto a più mani e curato dall’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno: “Sovranismo, le radici e il progetto”.
Questo libro dispone al tempo stesso alla riflessione e all’azione”. Così Marco Gervasoni introduce questo libro “a più mani” che racconta la “bestia nera” di quest’epoca politica, il sovranismo, riunendo gli interventi di nomi noti, di professori universitari e di giornalisti, con quelli di militanti in prima linea nella lotta politica. Si riprende così l’antica tradizione della cultura non conformista di offrire elaborazioni comunitarie per lanciare le idee-forza di un progetto politico.


Gianni ALEMANNO
Nasce a Bari, il 3 marzo 1958), è un politico italiano, già ministro delle politiche agricole e forestali dal 2001 al 2006 per il Governo Berlusconi II e III, sindaco di Roma dal maggio 2008 al giugno 2013.
Iscritto all’Ordine dei giornalisti del Lazio in qualità di giornalista pubblicista dal gennaio 2001, si laureò nel 2004 in ingegneria per l’ambiente e il territorio all’Università degli Studi di Perugia con una tesi dal titolo Prospettive di sviluppo e possibili interventi di sfruttamento delle biomasse a fini energetici.
Appassionato di alpinismo, nel 2004 è stato capo spedizione onorario nella scalata del K2 per il cinquantenario della conquista italiana della seconda vetta del mondo.
Nel 1988 diventa segretario nazionale del Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del MSI, succedendo a Gianfranco Fini che la gestiva dal 1977.
Alemanno ebbe, per un certo periodo, anche la tessera del Partito Radicale, pur non essendo mai attivo nel suddetto partito e divergendo su molte posizioni, come l’aborto, l’anticlericalismo e le droghe leggere: «ero segretario del Fronte della Gioventù e avevo una doppia tessera, quella dell’MSI e quella dei radicali. Ci accomunavano le battaglie civili e di libertà contro gli atteggiamenti di carattere repressivo», dirà in un’intervista. Negli anni seguenti ha mantenuto sempre l’iscrizione a Nessuno tocchi Caino, l’associazione radicale contro la pena di morte.
Alemanno mantenne la carica di segretario del Fronte della Gioventù fino al 1991.
Sempre nel 1990 viene eletto la prima volta nel Consiglio regionale del Lazio.
Alleanza Nazionale
Il 1994 e il 1995 sono gli anni della “svolta di Fiuggi”, in cui Alemanno, insieme agli altri dirigenti del Movimento Sociale, decide di fondare Alleanza Nazionale, abiurando le vecchie posizioni estremiste, in favore di una destra nazionale, liberale e conservatrice.
Nel 1994 viene eletto deputato alla Camera dei deputati al maggioritario, nel collegio 19 della circoscrizione Lazio 1. Nello stesso anno è nominato dirigente del “Dipartimento per le politiche del volontariato e dell’associazionismo” di Alleanza Nazionale. Nel 1996 viene rieletto alla Camera dei deputati nel proporzionale.
Fonda quindi insieme a Francesco Storace l’associazione “Area”, ed è ancora oggi membro del comitato di direzione dell’omonimo mensile di attualità politica e culturale. Alemanno e Storace sono stati in AN i principali esponenti della corrente Destra sociale.
Da allora Alemanno è stato impegnato in associazioni culturali e di volontariato, ha contribuito a promuovere molte iniziative
culturali e non profit, tra cui l'”Associazione culturale di Area”, il gruppo ambientalista Fare Verde, l’ONG per la cooperazione internazionale Movimento comunità, l’associazione di volontariato Modavi e la Fondazione Nuova Italia.
Alle elezioni politiche italiane del 2001, è stato rieletto alla Camera nel maggioritario, nel collegio 21 della circoscrizione Roma 1.
Dal 2001 al 2006 Alemanno è stato ministro delle politiche agricole e forestali durante i Governi Berlusconi II e III.
Il 19 novembre 2004 è stato nominato vicepresidente di Alleanza Nazionale insieme ad Altero Matteoli e Ignazio La Russa, carica che ha poi abbandonato un anno dopo. Dal 2005 è presidente onorario dell’Associazione Giovanni Paolo II.

Il 13 e 14 aprile 2008 si è tenuto il primo turno delle elezioni amministrative, dove ha ottenuto il 40,7% dei voti, raggiungendo il ballottaggio contro il candidato del Partito Democratico, Francesco Rutelli.
Al ballottaggio tenutosi il 28 aprile 2008 è stato eletto con 783.225 voti su 1.459.697, il 53,656 % del totale dei voti validi. Subito dopo l’elezione Alemanno ha dichiarato di voler essere il sindaco di tutti i romani, senza pregiudizi e divisioni; e ha dedicato la vittoria a Gianfranco Fini e al dirigente di AN Tony Augello prematuramente scomparso.
Il 9 ottobre 2013 ufficializza il suo abbandono del PdL per “mancanza di democrazia interna”, e fonda un nuovo movimento politico chiamato “Prima l’Italia”, confluendo poi in Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, di cui diventa membro dell’Ufficio di presidenza e per cui si candida alle elezioni europee del 2014 nella Circoscrizione Italia meridionale (che comprende i collegi di Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria) ottenendo 44.834 voti, ma FdI non raggiunge il quorum e non viene eletto. Da Azione Nazionale al Movimento Nazionale per la Sovranità Nel novembre 2015 è tra i fondatori con Roberto Menia e Giuseppe Scopelliti del movimento “Azione Nazionale”. Nel giugno 2016 insieme a Storace sostiene l’imprenditore Alfio Marchini come candidato sindaco di Roma ma risulterà fallimentare.
Il 12 gennaio 2017 con Storace annuncia l’indizione di un Congresso e di una costituente per arrivare alla fusione di Azione Nazionale e de La Destra in un Polo Sovranista.
Il 18 febbraio confluiscono nel nuovo partito Movimento Nazionale per la Sovranità. Alemanno è eletto Segretario all’unanimità dai 1500 delegati al congresso fondativo al Marriott Park Hotel di Roma. Nello stesso congresso Storace è eletto all’unanimità Presidente del Movimento.

“UGO VENTURINI Un operaio dimenticato” di Massimo Lionti

Sabato 26 settembre 2020 alle ore 17, 30
presso il Salone del Museo Etnografico della Gambarina in Piazza della Gambarina n. 1, Alessandria
Fabrizio PRIANO Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee
(nel rispetto della normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19)
ha organizzato
la presentazione del libro
“UGO VENTURINI Un operaio dimenticato”
Hanno dialogato Guido GIRAUDO e l’Autore Massimo LIONTI Ha moderato Fabrizio PRIANO Presidente dell’Associazione


Fabrizio PRIANO
Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee ha commentato : “Lo scorso anno abbiamo iniziato una serie di conferenze sul secolo breve partendo dalla presentazione di libri e dall’organizzazione di conferenze sulle due guerre che certamente lo hanno contraddistinto. Le conferenze e gli approfondimenti sono poi proseguiti sul tema del terrorismo che specialmente in Italia ha pesantemente inciso sulla storia degli anni settanta ed ottanta del novecento.
Oggi con la presentazione del libro di Massimo Lionti dal titolo “Ugo Venturini, un operaio dimenticato” affrontiamo il tema delle vittime di quella guerra civile e in particolare quello della prima vittima degli anni di piombo, un operaio genovese di 33 anni.
L’autore del libro, con una precisa ricerca, ha ripercorso la storia di questa triste vicenda…”

Guido GIRAUDO
Giornalista professionista. Consulente di comunicazione e strategie di marketing innovativo. Esperto nella ideazione e organizzazione di top events. Docente di Event management e Digital innovation per Istituti, aziende e Università. Fondatore, presidente o membro di molte realtà non profit.


Massimo LIONTI
Scrittore. La sua opera, con il contributo di Giorgio Bornacin, Maurizio Gasparri, Isabella Rauti, è un’accurata ricostruzione di un impunito omicidio durante gli anni di piombo nella Città di Genova.


“UGO VENTURINI Un operaio dimenticato”
Sono passati 50 anni dalla morte della prima vittima degli anni di piombo: Ugo Venturini. Operaio genovese, padre di famiglia, militante missino. Una triste storia mai raccontata. Un omicidio del quale nessuno ha mai cercato veramente i suoi assassini e e per il quale nessuno ha mai pagato il conto. L’appassionata ricerca che l’autore ripercorre la storia di questo omicidio politico riabilitando le Verità negate affinché diventino storia condivisa della Patria.

LE PAROLE NON DETTE… di Sergio PIZIO

Le parole non dette, quelle che rimangono dietro alle labbra socchiuse bloccate dalla lingua per pochi istanti….le parole ribelli, colme di passione, odio, disprezzo e amore. Parole che attingono direttamente dal nostro stato d’animo, dalle paure e timori, felicità esplosiva dirompente. Un mix di tutto, difficile da gestire in pochissimi secondi, prima che le labbra si dischiudono e l’aria sospinta con vigore dai polmoni le buttano violentemente fuori, in pieno volto di chi ci sta di fronte sommergendolo completamente del nostro umore. Il bello delle parole e che sono nascoste dentro di noi, legate e amalgamate nei nostri più reconditi pensieri, sogni e speranze. Nessuno le può vedere o leggere. Nessuno può capire ( se non dedurre) cosa possiamo dire nell’attimo in cui precede una nostra sottile pausa, un involontario battito di ciglia, una increspatura della fronte. Sono queste le parole: cibo della nostra cultura ed evoluzione sociale, una impronta di noi stessi.

Un affettuoso abbraccio ( di parole) a voi tutti.

VISIONI ASTRATTE mostra fotografica di Nunzio DIRUTIGLIANO

Fabrizio PRIANO
Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee
nel rispetto della normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19)
ha organizzato
l’inaugurazione della mostra fotografica dal titolo “Visioni Astratte”
di Nunzio DIRUTIGLIANO
Giovedì 17 settembre 2020 alle ore 18,00
presso
BIO CAFÈ Via dell’Erba, 12 – Alessandria Tel. 0131-262932
Evento del Progetto ARTE DIFFUSA
La mostra resterà esposta fino al 31 ottobre 2020

Fabrizio PRIANO
Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee ha commentato :
“Con la mostra dedicata al Fotografo Nunzio DIRUTIGLIANO proseguono gli appuntamenti del Progetto ARTE DIFFUSA, eventi dedicati all’Arte presso alcuni locali della nostra Città. Nunzio DIRUTIGLIANO propone una mostra singolare : una serie di fotografie con immagini astratte ottenute con procedimenti e strumentazione particolari unite all’estro dell’Artista”

FOTOGRAFIA ASTRATTA
Riproduzione di cristalli, pellicole, materiale plastico, vetro, lana di vetro, ecc…. secondo propria fantasia!
Di cosa parliamo? Ecco qualche esempio:

Cosa serve? Attrezzatura fotografica e materiale tecnico:
➢ Stativo retroilluminato con luce tarata a 5500 °Kelvin, con testa porta corpo macchina fotografica. Oggi la taratura può essere fatta in postproduzione.
Mascherina di cartoncino nero per delimitare il piano luce che non serve.➢Soffietto (preferibilmente con automatismo)

➢ Obiettivo macro (rapporto di ingrandimento 1:1)
➢ 2 filtri polarizzatori

➢ Cavetto di scatto
➢ Vetrini per analisi chimica (Usavo vetrini 6X6 per diapositiva) ➢ Pipetta per laboratorio
➢ Una buona lente d’ingrandimento

Sostanze utilizzate:
Acido citrico
Acido ascorbico
Cloruro di sodio (sale da cucina)
Goccia d’acqua cristallizzata
Pellicola per alimenti
Involocri vari (pacchetto sigarette, buondì Motta, ecc…) Frammenti di vetro
Materiale d’imballaggio ……tanta fantasia!
Preparazione di un cristallo

  • Conoscere, scoprire, sperimentare qual è il solvente più idoneo per disciogliere il composto (acqua, alcool, trielina, ecc) e comunque il solvente deve essere un liquido evaporabile in un certo tempo per dare modo alle particelle di riaggregarsi attraverso una cristallizzazione naturale; a volte necessitavano anche 10 gg per ottenere dei cristalli.
    Il vetrino deve essere deposto in un ambiente asciutto e privo di luce.
    Per le altre sostanze/materiali il procedimento è estremamente semplice, basta inserirli tra i due filtri polarizzatori e il gioco è fatto.
    L’atto fotografico in se è del tutto normale; l’unica difficoltà era quella di definire il corretto tempo di esposizione viste le condizioni di operatività
    (allora non c’era la possibilità di vedere subito il risultato dello scatto!)
    Sono a disposizione per ulteriori informazioni, se necessitano… Nunzio Dirutigliano


NUNZIO DIRUTIGLIANO
http://www.flickr.com/photos/nunzio_dirutigliano/ mail: dirutiglianon@gmail.com
Nato a San Severo il 29/07/1951; residente in Alessandria.
Da sempre appassionato di fotografia, nel 1982 acquisto la mia prima reflex. Prediligo le immagini in Bianco&Nero; ho praticato per molti anni la “camera oscura”, prima dell’avvento del sistema digitale.
Il genere fotografico maggiormente praticato è il reportage/street, senza disdegnare la fotografia paesaggistica.
La immagini presentate sono state realizzate con reflex Canon EOS3 e Canon 5D; successivamente trattate in post-produzione.
Ho esposto in mostre personali e collettive in spazi pubblici e privati.
Dal 2011 sono Componente dell’Associazione PassodopoPasso, sezione
fotografica.

CAI – CATALOGO ARTISTI ITALIANI 2020 – Mostra d’Arte di Luigi Fusco

Partecipa l’artista Grazia Smilovich


Mostra di arte “Catalogo Artisti Italiani 2020”: 110 gli artisti che hanno aderito all’iniziativa di Luigi Fusco

Sabato 5 settembre 2020 presso il nuovo Museo d’arte contemporanea di Anagni (FR) è stata inaugurata una mostra d’arte collettiva denominata “ CAI 20 “. Sono 110 gli artisti che hanno aderito all’iniziativa, provenienti da varie Regioni Italiane, gli stessi artisti che sono presenti sul “ CAI 20 “, acronimo di Catalogo Artisti Italiani 2020. Durante il lockdown, spiega il curatore della mostra Gianpaolo Coronas, mentre l’Italia era ferma, ho pensato ad una ricognizione sull’arte contemporanea Italiana la quale avrebbe avuto il suo epilogo in un importante Catalogo che racchiudesse per grandi linee biografie, cenni critici e foto rappresentative dei lavori di almeno un centinaio di artisti. Sono stati 110 gli artisti che hanno prontamente risposto positivamente al progetto.

Il Catalogo è stato presentato ufficialmente al vernissage della mostra di Anagni. Corredato di codice ISBN, verrà spedito alle biblioteche nazionali di Napoli, Roma e Firenze oltre che alle piu’ autorevoli gallerie d’arte contemporanea Italiane. Per la realizzazione del Catalogo e per l’organizzazione della mostra mi sono avvalso della collaborazione dell’associazione culturale “ Terra Madre “ di cui Salvatore della Peruta è il Presidente e di addetti al settore di altissimo livello, come Angelo Bacci cuore e mente della Biennale di Venezia da oltre 40 anni, architetto, scrittore e critico d’arte; di Federico Caloi Critico d’arte Milanese nonché filosofo e presentatore televisivo di trasmissioni legate all’ arte ; di Maurizio Vitiello, sociologo e critico d’arte Napoletano di caratura internazionale; di Luigi Fusco scrittore e critico d’arte Casertano e di Alberto Molinari, Presidente del MACA Museo d’arte contemporanea di Anagni, importante gallerista Romano ( galleria Plus Arte Puls viale Mazzini, 1 Roma ).

La mostra al museo MACA Viale G. Matteotti, 2 di Anagni ( FR ), sara’ visitabile fino al 25 settembre

Gli artisti partecipanti sono :

MANOLA ANDREANI – ERICA APPIANI – ARVEDO ARVEDI – LUCA BALLESTRA – GIOVANNI BALZANO – GIANNI BANDINELLI – MASSIMILIANO BERGANTIN – NORMA BINI – SELENE BONAVITA – MARILU CAMINITI – PAOLA CAPRIOTTI – IULA CARCIERI – NICOLA CAROPPO – MANUELA CARUSO – GEROLAMO CASERTANO – MARIA LUISA CASERTANO – ELISABETTA CASTELLO – ROSSELLA CAVAGNUOLO – ALFREDO CELLI – BIAGIO CERBONE – ANNALISA CERIO – SIMONE CIAMPA – SONIA CYPRO – SLOBODANKA CIRIC – MASSIMO CLEMENTE – AIRIN COL – GIORGIA CONIGLIO – MAURIZIO SCHACHTER CONTE – ANNA COPPOLA – ALFREDO CORDOVA – CARLO CURATOLI – CARMELA CUSANO – MARIA PIA DAIDONE – ANNA D’ELIA – MARIANNA DE ROSA – DANIELA DELLE FRATTE – VINCENZO DEL SIGNORE – EVAN DE VILDE – ROSANNA DI CARLO – ANNA DI MARIA – ROBERTA DI MAURIZIO – LUCIA DI MICELI – GLORIA MILENA DIVIZIA – CARLO ERRICO – GIULIANA FARINARO – VITTORIO FUMASI – CARMINE GALIE’ – CINZIA GIORGI – GASPARE GISONE – MATILDE GIUDICELLI – LUIGI GUARINO – JAGI – MARIA LA MURA – DAVIDE LIBERATORE – FRANCESCO LOLIVA – LORENZO POMPEO LOMBARDO – DONATO LOTITO – CARMINE CARLO MAFFEI – RITA MANTUANO – PATRIZIO MARAFINI – MILA MARANIELLO – EMIDIO MASTRANGIOLI – WIOLETTA AGNIESZKA MELER – ALESSANDRA MERENDA – FRANCESCO MINOPOLI – MAURO MOLINARI – FRANCESCA MORETTI – SALVATORE OPPIDO – GIOVANNI ORLACCHIO – JACK OTTANIO – ROBERTO PALLESTRONG – GRAZIA PALOMBA – LORENZO PALUMBO – SIMONETTA PANTALLONI – ANDREA PESCIAIOLI – NICOLA PICA – FERNANDO PISACANE – GIUSEPPE PISACANE – MARIA PISCITELLI – VINCENZO PIZZORUSSO – LIALA POLATO – GUSTAVO POZZO – ALESSANDRO PRIOLO – FRANCESCA PROVETTI – ELEONORA PULCINI – ANGELO RAHO – DELIA MARIA RUSU – FRANCESCO SABATINO – RENZO SBOLCI – MANUELA SCANNAVINI – ANNA SECCIA – COSTANTINO SGAMATO – GRAZIA SMILOVICH – ALBERTO SORDI – MIRETTA SPARANO – ARTURO STABILE – GIUSEPPE STARO – MARCO TANSINI – ALGIDA TEMIL – PATRIZIA TUMMOLO – ANTONIETTA VAIA – VITTORIO VANACORE – GIUSI VELLONI – SONIA VINACCIA – BERNARDA VISENTINI – HASSAN YAZDANI – RAFFAELLA ZAMBRANO – LUISA ZANDEGIACOMO – ZHENA PRANO ART – ANTONIO ZENADOCCHIO.

“COME UN FILM IN BIANCO E NERO“ mostra fotografica di Fulvio FERRUA

Fabrizio PRIANO
Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee
nel rispetto della normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19)
ha organizzato
Sabato 12 settembre 2020 alle ore 18,00
presso il
SALTALLOCCHIO CAFÈ Corso Acqui, 123 – Alessandria
l’inaugurazione della MOSTRA FOTOGRAFICA dal titolo
“Come un film in bianco e nero “
di Fulvio FERRUA
Evento del Progetto ARTE DIFFUSA
La mostra resterà esposta fino al 31 dicembre 2020


Fabrizio PRIANO
Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee ha commentato :
“Con la mostra fotografica dedicata a Fulvio FERRUA proseguono gli appuntamenti del Progetto ARTE DIFFUSA, eventi dedicati all’Arte presso alcuni locali della nostra Città. Fulvio FERRUA, artista dalla spiccata sensibilità presenta un emozionante percorso fotografico caratterizzato da un elegante bianco e nero”.

Fulvio FERRUA, in riferimento all’esposizione, ha affermato: “Attimi coloratissimi del presente che rapidamente stingono e diventano ricordi. Per me la fotografia in bianco e nero è questo, guardare ora quello che non è già più”.


Fulvio FERRUA
Leva 1960, alessandrino, ho iniziato ad occuparmi di fotografia appena guadagnate le prime lire per acquistare una fotocamera, una gloriosa Nikon FM.
Era il 1983 e la mia esigenza primaria, dal punto di vista fotografico, era la semplice documentazione delle mie escursioni in Alpi, giacchè l’alpinismo è sempre stata la mia passione principale. Per diversi anni ho accumulato montagne di diapositive, sentieri, laghi, torrenti, nevai, ma non c’era sino a quel momento l’idea di quello che realmente poteva essere per me la fotografia.
Dopo aver consumato centinaia di rullini un bel giorno la mia fotocamera è rimasta chiusa in un cassetto e non ne ho sentito la mancanza per almeno cinque anni. Nel 2006, con l’avvento delle prime fotocamere digitali di buon livello, preso da pura curiosità, ne ho acquistato una. Ricominciando a fotografare mi sono reso conto che era cambiato totalmente lo scopo. Di fatto in quegli anni mi ero trasferito nel Monferrato ed in breve tempo mi sono reso conto della bellezza e della particolarità di quei luoghi. Vivendolo quotidianamente il Monferrato è presto diventato uno dei miei soggetti prediletti. Tra colline e vigneti ho scoperto luci e colori che mi hanno fatto innamorare.
Tra me e loro è nata una simbiosi, lì mi sento a casa. Quando mi sento stanco o triste vi trovo rifugio o conforto. La fotografia a questo punto è diventata un mezzo per registrare queste sensazioni non solo visive e per comunicarle agli altri.

Spesso nelle mie fotografie uso gli alberi perché sento di assomigliare a loro. Come loro assisto al passare delle stagioni e con loro sto invecchiando.
Amo camminare tra le vigne con qualunque condizione metereologica, sentire il vento e cercare di fotografarlo, vedere la fine del giorno e anche oltre.
Come ogni fotografo che abbia davvero la voglia di comunicare da anni espongo le mie foto dove ho l’opportunità di farlo, ma non sono assolutamente un fotografo ‘mostraiolo’ perchè la fotografia per me resta prevalentemente un fatto personale, molto intimo.
Non amo nemmeno definirmi solo un paesaggista, già che negli anni ho imparato che lo stesso intento e gli stessi principi usati per fotografare paesaggi possono essere impiegati anche nella macrofotografia, nello still life, nella foto di strada e, perché no, anche nel fotografare le persone….. anche nella fotografia più concettuale.
Potrei affermare che il Monferrato per me è stato un luogo di partenza grazie al quale ho trovato lo stimolo per vedere e fotografare altro. Ho però la fortuna di abitarci e quindi mi ci rifugio appena posso o ne sento l’esigenza. “Tutto è paesaggio, niente è solo paesaggio”.

ABBRACCIATI NEL TUNNEL Lettere d’amore ai tempi del Covid di Alessandra Baraldi Telesca

Domenica 13 settembre alle ore 17.00 presso la SOMS del rione Cristo di Alessandria – Corso Acqui 158, (nel rispetto della normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19), Sandra e Franco TELESCA intervistati da Fabio Gagliardi e Franco Galliani presentano il libro “ABBRACCIATI NEL TUNNEL Lettere d’amore ai tempi del Covid “.


Il libro tratta dell’aspetto più devastante, del COVID-19 è cioè l’allontanamento immediato tra il malato e le persone amate.
Il ricavato della vendita del libro sarà devoluto a scopo benefico.
“Quello che leggerete nel libro e’ la disperazione che puo’ colpire una donna innamorata quando si vede portar via la sua ragione di vita . Un’attesa lunga 35 giorni , i piu’ lunghi della mia vita , fatta di lacrime e gioia , pieni di paure e angosce alleviate dall’affetto di innumerevoli amici , conoscenti , familiari e vicini di casa . Io e Franco abbiamo ritenuto che fosse giusto far sapere quanto puo’ fare di miracoloso l’amore” – Sandra Telesca


Franco TELESCA
Juniores di hockey, allenatore di calcio e maestro di carattere per alcuni fortunati. Ha servito aperitivi e buon vino per 40 anni mescolando saggezza e voglia di combattere . Ha coltivato il suo amore per Sandra con carattere e rigore sino alla sua partita del Cuore che ha vinto

Progetto FOTOGRAFIA SOTTO LE STELLE – La foto più bella del mondo! di Daniele Robotti


Progetto “FOTOGRAFIA SOTTO LE STELLE”
“La foto più bella del mondo! ” Secondo incontro
a cura di Daniele Robotti, fotografo professionista.
Mercoledì 9 settembre 2020 orario 21.00 – 22.30
all’aperto, sul terrazzo dello studio di Daniele Robotti, al 2^ piano di Via San Lorenzo 107, in Alessandria
(nel rispetto della normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19)


“FOTOGRAFIA SOTTO LE STELLE”
è un appuntamento informale, discorsivo e aperto alle domande e alle curiosità di tutti gli appassionati di fotografia, arte e cultura visiva.
Fabrizio PRIANO Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee commenta :
“Secondo appuntamento delle attese e apprezzate serate dedicate alla fotografia a cura del fotografo professionista Daniele ROBOTTI , all’aperto sul terrazzo del suo studio fotografico in Alessandria. L’iniziativa, ormai alla seconda edizione, riscuote il favore di un pubblico attento e preparato, appassionato di fotografia con il vantaggio di una location suggestiva e in linea con la normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19”.


“Fotografia sotto le stelle” è una serata dedicata alla fotografia a cura di Daniele Robotti, all’aperto sul terrazzo dello studio fotografico in Alessandria.
Il protagonista della serata sarà Ugo Mulas, uno dei più affermati fotografi del panorama artistico internazionale. Dopo una breve introduzione sulla storia di Mulas verrà raccontata la fotografia dal titolo “Vitalità del negativo”.
“La foto più bella del Mondo!” è l’argomento di questa serie di incontri dove Daniele Robotti presenta e commenta una fotografia che per lui è “la più bella del mondo!”
Chi è l’autore e qual’è la sua storia, da dove nascono queste immagini, perchè sono diventate icone della storia della fotografia.
“La foto più bella del Mondo!” è sia un incontro amichevole, discorsivo dove incontrare la fotografia, ma soprattutto vuole essere un’occasione di confronto per i partecipanti su cosa trovano interessante, irripetibile, esaltante nella fotografia protagonista di ogni serata.
La partecipazione a “Fotografia sotto le stelle” è a numero chiuso di 14 ospiti, la serata è all’aperto, con il distanziamento e con l’obbligo di mascherina.
Per prenotare il tuo posto devi contattare Daniele Robotti al numero 3402292770 anche su WhatsApp.
INFO
Daniele Robotti Tel. 3402292770 info@robotti.it http://www.robotti.it http://www.liberamentelab.it

BIOGRAFIA
Daniele ROBOTTI è un fotografo professionista specializzato nelle immagini di natura, in particolare la documentazione del comportamento degli animali e il loro rapporto con l’uomo, con trent’anni di esperienza in campo fotografico: dalla fotografia di cronaca ai viaggi, dal reportage sociale alla fotografia naturalistica, in agenzia di cronaca e di natura. Ha partecipato alla realizzazione di opere editoriali per i seguenti Editori: DeAgostini, Calderini – Il Sole 24 Ore, Kosmos, Mondadori, Edagricole.
Nel 2016 ha fondato Dogs and More srl una realtà specializzata nella formazione professionale nei campi del comportamento animale e fotografico, al di fuori di queste produzioni trovano spazio altri progetti su argomenti, storie e soggetti legati alle aree del reportage sociale, del ritratto e della fotografia fine-art.
Inoltre ama sperimentare la fotografia astratta e concettuale, e condividere la sua visione fotografica con tutti, senza distinzioni di marca fotocamera, budget, ed esperienze!
Sito web http://www.robotti.it

“Dalla figurazione all’arte costruita, nel divenire delle arti” di Giancarlo RAINA

Fabrizio PRIANO
Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee
nell’ambito del Progetto ARTE DIFFUSA
(nel rispetto della normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19)
ha organizzato
Lunedì 7 settembre 2020 alle ore 18,00 presso
CAFFÈ ALESSANDRINO
Piazza Garibaldi, 39 – Alessandria Tel. 0131-441903
l’inaugurazione della mostra dal titolo
“Dalla Figurazione all’arte costruita, nel divenire delle arti”
di Giancarlo RAINA
con l’amichevole collaborazione di Luigi Manzini e l’intervento di Franco Montaldo

La mostra resterà esposta fino al 15 settembre 2020


Fabrizio PRIANO
Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee commenta:
“Con la mostra dedicata al pittore¬scultore alessandrino Giancarlo RAINA proseguono gli appuntamenti del Progetto ARTE DIFFUSA che, nel rispetto della normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19, vede un susseguirsi di eventi dedicati all’arte presso alcuni locali della nostra Città. Lo scultore Giancarlo RAINA ha scelto di esporre esclusivamente opere pittoriche e disegni con ritratti di donne famose, escludendo per l’occasione le sue apprezzate sculture”.


Giancarlo RAINA – pittore-scultore alessandrino contemporaneo, appartenente alla corrente artistica detta costruttivista, nato a Sale in provincia di Alessandria, vive e lavora ad Alessandria.
Dal 1975 ha partecipato a numerose mostre e rassegne nazionali ed internazionali ottenendo consensi e diversi riconoscimenti.
Tra queste, si ricordano le più significative:
• 1983 – Mostra personale a Palazzo Guasco (Alessandria) con sculture parietali di enorme dimensioni
• 1986 – I Mostra Internazionale di scultura Teatro Comunale di Alessandria
• 1988 – II Mostra Internazionale di scultura Teatro e Giardini di Alessandria
• 1989 – IV Mostra della piccola scultura e III Mostra della scultura all’aperto – Comune di Castellanza (Varese)
• 1991 – I Mostra Internazionale di scultura Città di Legnano (MI)
• 1994 – Mostra con il gruppo del laboratorio artistico Il Castello -nella Torre
Capitolare di di Portovenere (La Spezia)
• 1994 – XXXIV Premio Suzzara (Mantova) a cura del Centro Culturale
Artestruktura di Milano
• 1994 Mostra collettiva : Costruttivismo, concretismo, cinevisualismo internazionale – Museo delle Collezioni – Bucarest – Romania
• 1995 – Etruriarte -Fiera internazionale- Venturina(LI)
• 1995 – Collettiva di scultura -Palazzo Robellini -Acqui Terme
• 1996 – Mostra collettiva con 5 artisti del Museo Pagani alla Camera del
lavoro di Alessandria
• 1996 – Mostre collettive ad Arona, Acqui Terme, Asti, Omegna, Trieste,
Alessandria
• 1997 -Mostra di scultura – Città di Casale Monferrato
• 1997 – Mostra “l’arte costruita” – palazzo Cuttica – Alessandria
• 1998 – Mostra BNLper il centroD’ARS di Bergamo e di Brescia

• 2000 – Opere di piccolo formato Galleria Antonio Battaglia, Milano Galleria Kassel Innsbruk (Austria)
Galleria Artestuktura, Milano
• 2003 – Mostra di scultura : “Omaggio a Enzo Pagani” – Museo Pagani – Castellanza (VA)
• 2008 – Mostra “L’Arte costruisce l’Europa” – Desenzano del Garda -Arte Struktura
• 2016 ¬ Mostra personale presso la Libreria Mondadori di Alessandria. Due sue opere monumentali in marmo sono in esposizione permanente al
Museo d’Arte Moderna all’aperto della Fondazione PAGANI di Castellanza (VA)
Le opere pittoriche di Giancarlo RAINA sono costituite da geometrie astratte con le quali, lavorando sull’equilibrio delle tensioni tra le forme, l’artista cerca di controllare la percezione del sentire interiore e di immaginare stati d’anima non spiegabili con le parole e/o con altra modalità di rappresentazione . Forme che si muovono, si dilatano, si sovrappongono, si elidono ma che non vengono vissute in senso geometrico ma in quello esistenziale. I suoi lavori, le sue opere infatti rappresentano architetture della mente e costituiscono il portato del suo modo di sentire la vita e i suoi misteri.
La scultura per Giancarlo RAINA è, parimenti, profonda costruzione dell’anima, uno scavo interiore continuo che si estrinseca attraverso la necessità di una percezione tridimensionale delle forme e nella lenta fatica dell’esecuzione dell’opera. Il marmo è la materia “arcaica” che predilige perché carica di energia e più congeniale al suo registro espressivo
Ha partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero, dove ha avuto riconoscimenti e premi per le sue opere e i suoi lavori
La mostra è stata curata dal prof. Luigi MANZINI.

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