LE PAROLE NON DETTE… di Sergio PIZIO

Le parole non dette, quelle che rimangono dietro alle labbra socchiuse bloccate dalla lingua per pochi istanti….le parole ribelli, colme di passione, odio, disprezzo e amore. Parole che attingono direttamente dal nostro stato d’animo, dalle paure e timori, felicità esplosiva dirompente. Un mix di tutto, difficile da gestire in pochissimi secondi, prima che le labbra si dischiudono e l’aria sospinta con vigore dai polmoni le buttano violentemente fuori, in pieno volto di chi ci sta di fronte sommergendolo completamente del nostro umore. Il bello delle parole e che sono nascoste dentro di noi, legate e amalgamate nei nostri più reconditi pensieri, sogni e speranze. Nessuno le può vedere o leggere. Nessuno può capire ( se non dedurre) cosa possiamo dire nell’attimo in cui precede una nostra sottile pausa, un involontario battito di ciglia, una increspatura della fronte. Sono queste le parole: cibo della nostra cultura ed evoluzione sociale, una impronta di noi stessi.

Un affettuoso abbraccio ( di parole) a voi tutti.

VISIONI ASTRATTE mostra fotografica di Nunzio DIRUTIGLIANO

Fabrizio PRIANO
Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee
nel rispetto della normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19)
ha organizzato
l’inaugurazione della mostra fotografica dal titolo “Visioni Astratte”
di Nunzio DIRUTIGLIANO
Giovedì 17 settembre 2020 alle ore 18,00
presso
BIO CAFÈ Via dell’Erba, 12 – Alessandria Tel. 0131-262932
Evento del Progetto ARTE DIFFUSA
La mostra resterà esposta fino al 31 ottobre 2020

Fabrizio PRIANO
Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee ha commentato :
“Con la mostra dedicata al Fotografo Nunzio DIRUTIGLIANO proseguono gli appuntamenti del Progetto ARTE DIFFUSA, eventi dedicati all’Arte presso alcuni locali della nostra Città. Nunzio DIRUTIGLIANO propone una mostra singolare : una serie di fotografie con immagini astratte ottenute con procedimenti e strumentazione particolari unite all’estro dell’Artista”

FOTOGRAFIA ASTRATTA
Riproduzione di cristalli, pellicole, materiale plastico, vetro, lana di vetro, ecc…. secondo propria fantasia!
Di cosa parliamo? Ecco qualche esempio:

Cosa serve? Attrezzatura fotografica e materiale tecnico:
➢ Stativo retroilluminato con luce tarata a 5500 °Kelvin, con testa porta corpo macchina fotografica. Oggi la taratura può essere fatta in postproduzione.
Mascherina di cartoncino nero per delimitare il piano luce che non serve.➢Soffietto (preferibilmente con automatismo)

➢ Obiettivo macro (rapporto di ingrandimento 1:1)
➢ 2 filtri polarizzatori

➢ Cavetto di scatto
➢ Vetrini per analisi chimica (Usavo vetrini 6X6 per diapositiva) ➢ Pipetta per laboratorio
➢ Una buona lente d’ingrandimento

Sostanze utilizzate:
Acido citrico
Acido ascorbico
Cloruro di sodio (sale da cucina)
Goccia d’acqua cristallizzata
Pellicola per alimenti
Involocri vari (pacchetto sigarette, buondì Motta, ecc…) Frammenti di vetro
Materiale d’imballaggio ……tanta fantasia!
Preparazione di un cristallo

  • Conoscere, scoprire, sperimentare qual è il solvente più idoneo per disciogliere il composto (acqua, alcool, trielina, ecc) e comunque il solvente deve essere un liquido evaporabile in un certo tempo per dare modo alle particelle di riaggregarsi attraverso una cristallizzazione naturale; a volte necessitavano anche 10 gg per ottenere dei cristalli.
    Il vetrino deve essere deposto in un ambiente asciutto e privo di luce.
    Per le altre sostanze/materiali il procedimento è estremamente semplice, basta inserirli tra i due filtri polarizzatori e il gioco è fatto.
    L’atto fotografico in se è del tutto normale; l’unica difficoltà era quella di definire il corretto tempo di esposizione viste le condizioni di operatività
    (allora non c’era la possibilità di vedere subito il risultato dello scatto!)
    Sono a disposizione per ulteriori informazioni, se necessitano… Nunzio Dirutigliano


NUNZIO DIRUTIGLIANO
http://www.flickr.com/photos/nunzio_dirutigliano/ mail: dirutiglianon@gmail.com
Nato a San Severo il 29/07/1951; residente in Alessandria.
Da sempre appassionato di fotografia, nel 1982 acquisto la mia prima reflex. Prediligo le immagini in Bianco&Nero; ho praticato per molti anni la “camera oscura”, prima dell’avvento del sistema digitale.
Il genere fotografico maggiormente praticato è il reportage/street, senza disdegnare la fotografia paesaggistica.
La immagini presentate sono state realizzate con reflex Canon EOS3 e Canon 5D; successivamente trattate in post-produzione.
Ho esposto in mostre personali e collettive in spazi pubblici e privati.
Dal 2011 sono Componente dell’Associazione PassodopoPasso, sezione
fotografica.

CAI – CATALOGO ARTISTI ITALIANI 2020 – Mostra d’Arte di Luigi Fusco

Partecipa l’artista Grazia Smilovich


Mostra di arte “Catalogo Artisti Italiani 2020”: 110 gli artisti che hanno aderito all’iniziativa di Luigi Fusco

Sabato 5 settembre 2020 presso il nuovo Museo d’arte contemporanea di Anagni (FR) è stata inaugurata una mostra d’arte collettiva denominata “ CAI 20 “. Sono 110 gli artisti che hanno aderito all’iniziativa, provenienti da varie Regioni Italiane, gli stessi artisti che sono presenti sul “ CAI 20 “, acronimo di Catalogo Artisti Italiani 2020. Durante il lockdown, spiega il curatore della mostra Gianpaolo Coronas, mentre l’Italia era ferma, ho pensato ad una ricognizione sull’arte contemporanea Italiana la quale avrebbe avuto il suo epilogo in un importante Catalogo che racchiudesse per grandi linee biografie, cenni critici e foto rappresentative dei lavori di almeno un centinaio di artisti. Sono stati 110 gli artisti che hanno prontamente risposto positivamente al progetto.

Il Catalogo è stato presentato ufficialmente al vernissage della mostra di Anagni. Corredato di codice ISBN, verrà spedito alle biblioteche nazionali di Napoli, Roma e Firenze oltre che alle piu’ autorevoli gallerie d’arte contemporanea Italiane. Per la realizzazione del Catalogo e per l’organizzazione della mostra mi sono avvalso della collaborazione dell’associazione culturale “ Terra Madre “ di cui Salvatore della Peruta è il Presidente e di addetti al settore di altissimo livello, come Angelo Bacci cuore e mente della Biennale di Venezia da oltre 40 anni, architetto, scrittore e critico d’arte; di Federico Caloi Critico d’arte Milanese nonché filosofo e presentatore televisivo di trasmissioni legate all’ arte ; di Maurizio Vitiello, sociologo e critico d’arte Napoletano di caratura internazionale; di Luigi Fusco scrittore e critico d’arte Casertano e di Alberto Molinari, Presidente del MACA Museo d’arte contemporanea di Anagni, importante gallerista Romano ( galleria Plus Arte Puls viale Mazzini, 1 Roma ).

La mostra al museo MACA Viale G. Matteotti, 2 di Anagni ( FR ), sara’ visitabile fino al 25 settembre

Gli artisti partecipanti sono :

MANOLA ANDREANI – ERICA APPIANI – ARVEDO ARVEDI – LUCA BALLESTRA – GIOVANNI BALZANO – GIANNI BANDINELLI – MASSIMILIANO BERGANTIN – NORMA BINI – SELENE BONAVITA – MARILU CAMINITI – PAOLA CAPRIOTTI – IULA CARCIERI – NICOLA CAROPPO – MANUELA CARUSO – GEROLAMO CASERTANO – MARIA LUISA CASERTANO – ELISABETTA CASTELLO – ROSSELLA CAVAGNUOLO – ALFREDO CELLI – BIAGIO CERBONE – ANNALISA CERIO – SIMONE CIAMPA – SONIA CYPRO – SLOBODANKA CIRIC – MASSIMO CLEMENTE – AIRIN COL – GIORGIA CONIGLIO – MAURIZIO SCHACHTER CONTE – ANNA COPPOLA – ALFREDO CORDOVA – CARLO CURATOLI – CARMELA CUSANO – MARIA PIA DAIDONE – ANNA D’ELIA – MARIANNA DE ROSA – DANIELA DELLE FRATTE – VINCENZO DEL SIGNORE – EVAN DE VILDE – ROSANNA DI CARLO – ANNA DI MARIA – ROBERTA DI MAURIZIO – LUCIA DI MICELI – GLORIA MILENA DIVIZIA – CARLO ERRICO – GIULIANA FARINARO – VITTORIO FUMASI – CARMINE GALIE’ – CINZIA GIORGI – GASPARE GISONE – MATILDE GIUDICELLI – LUIGI GUARINO – JAGI – MARIA LA MURA – DAVIDE LIBERATORE – FRANCESCO LOLIVA – LORENZO POMPEO LOMBARDO – DONATO LOTITO – CARMINE CARLO MAFFEI – RITA MANTUANO – PATRIZIO MARAFINI – MILA MARANIELLO – EMIDIO MASTRANGIOLI – WIOLETTA AGNIESZKA MELER – ALESSANDRA MERENDA – FRANCESCO MINOPOLI – MAURO MOLINARI – FRANCESCA MORETTI – SALVATORE OPPIDO – GIOVANNI ORLACCHIO – JACK OTTANIO – ROBERTO PALLESTRONG – GRAZIA PALOMBA – LORENZO PALUMBO – SIMONETTA PANTALLONI – ANDREA PESCIAIOLI – NICOLA PICA – FERNANDO PISACANE – GIUSEPPE PISACANE – MARIA PISCITELLI – VINCENZO PIZZORUSSO – LIALA POLATO – GUSTAVO POZZO – ALESSANDRO PRIOLO – FRANCESCA PROVETTI – ELEONORA PULCINI – ANGELO RAHO – DELIA MARIA RUSU – FRANCESCO SABATINO – RENZO SBOLCI – MANUELA SCANNAVINI – ANNA SECCIA – COSTANTINO SGAMATO – GRAZIA SMILOVICH – ALBERTO SORDI – MIRETTA SPARANO – ARTURO STABILE – GIUSEPPE STARO – MARCO TANSINI – ALGIDA TEMIL – PATRIZIA TUMMOLO – ANTONIETTA VAIA – VITTORIO VANACORE – GIUSI VELLONI – SONIA VINACCIA – BERNARDA VISENTINI – HASSAN YAZDANI – RAFFAELLA ZAMBRANO – LUISA ZANDEGIACOMO – ZHENA PRANO ART – ANTONIO ZENADOCCHIO.

“COME UN FILM IN BIANCO E NERO“ mostra fotografica di Fulvio FERRUA

Fabrizio PRIANO
Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee
nel rispetto della normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19)
ha organizzato
Sabato 12 settembre 2020 alle ore 18,00
presso il
SALTALLOCCHIO CAFÈ Corso Acqui, 123 – Alessandria
l’inaugurazione della MOSTRA FOTOGRAFICA dal titolo
“Come un film in bianco e nero “
di Fulvio FERRUA
Evento del Progetto ARTE DIFFUSA
La mostra resterà esposta fino al 31 dicembre 2020


Fabrizio PRIANO
Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee ha commentato :
“Con la mostra fotografica dedicata a Fulvio FERRUA proseguono gli appuntamenti del Progetto ARTE DIFFUSA, eventi dedicati all’Arte presso alcuni locali della nostra Città. Fulvio FERRUA, artista dalla spiccata sensibilità presenta un emozionante percorso fotografico caratterizzato da un elegante bianco e nero”.

Fulvio FERRUA, in riferimento all’esposizione, ha affermato: “Attimi coloratissimi del presente che rapidamente stingono e diventano ricordi. Per me la fotografia in bianco e nero è questo, guardare ora quello che non è già più”.


Fulvio FERRUA
Leva 1960, alessandrino, ho iniziato ad occuparmi di fotografia appena guadagnate le prime lire per acquistare una fotocamera, una gloriosa Nikon FM.
Era il 1983 e la mia esigenza primaria, dal punto di vista fotografico, era la semplice documentazione delle mie escursioni in Alpi, giacchè l’alpinismo è sempre stata la mia passione principale. Per diversi anni ho accumulato montagne di diapositive, sentieri, laghi, torrenti, nevai, ma non c’era sino a quel momento l’idea di quello che realmente poteva essere per me la fotografia.
Dopo aver consumato centinaia di rullini un bel giorno la mia fotocamera è rimasta chiusa in un cassetto e non ne ho sentito la mancanza per almeno cinque anni. Nel 2006, con l’avvento delle prime fotocamere digitali di buon livello, preso da pura curiosità, ne ho acquistato una. Ricominciando a fotografare mi sono reso conto che era cambiato totalmente lo scopo. Di fatto in quegli anni mi ero trasferito nel Monferrato ed in breve tempo mi sono reso conto della bellezza e della particolarità di quei luoghi. Vivendolo quotidianamente il Monferrato è presto diventato uno dei miei soggetti prediletti. Tra colline e vigneti ho scoperto luci e colori che mi hanno fatto innamorare.
Tra me e loro è nata una simbiosi, lì mi sento a casa. Quando mi sento stanco o triste vi trovo rifugio o conforto. La fotografia a questo punto è diventata un mezzo per registrare queste sensazioni non solo visive e per comunicarle agli altri.

Spesso nelle mie fotografie uso gli alberi perché sento di assomigliare a loro. Come loro assisto al passare delle stagioni e con loro sto invecchiando.
Amo camminare tra le vigne con qualunque condizione metereologica, sentire il vento e cercare di fotografarlo, vedere la fine del giorno e anche oltre.
Come ogni fotografo che abbia davvero la voglia di comunicare da anni espongo le mie foto dove ho l’opportunità di farlo, ma non sono assolutamente un fotografo ‘mostraiolo’ perchè la fotografia per me resta prevalentemente un fatto personale, molto intimo.
Non amo nemmeno definirmi solo un paesaggista, già che negli anni ho imparato che lo stesso intento e gli stessi principi usati per fotografare paesaggi possono essere impiegati anche nella macrofotografia, nello still life, nella foto di strada e, perché no, anche nel fotografare le persone….. anche nella fotografia più concettuale.
Potrei affermare che il Monferrato per me è stato un luogo di partenza grazie al quale ho trovato lo stimolo per vedere e fotografare altro. Ho però la fortuna di abitarci e quindi mi ci rifugio appena posso o ne sento l’esigenza. “Tutto è paesaggio, niente è solo paesaggio”.

ABBRACCIATI NEL TUNNEL Lettere d’amore ai tempi del Covid di Alessandra Baraldi Telesca

Domenica 13 settembre alle ore 17.00 presso la SOMS del rione Cristo di Alessandria – Corso Acqui 158, (nel rispetto della normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19), Sandra e Franco TELESCA intervistati da Fabio Gagliardi e Franco Galliani presentano il libro “ABBRACCIATI NEL TUNNEL Lettere d’amore ai tempi del Covid “.


Il libro tratta dell’aspetto più devastante, del COVID-19 è cioè l’allontanamento immediato tra il malato e le persone amate.
Il ricavato della vendita del libro sarà devoluto a scopo benefico.
“Quello che leggerete nel libro e’ la disperazione che puo’ colpire una donna innamorata quando si vede portar via la sua ragione di vita . Un’attesa lunga 35 giorni , i piu’ lunghi della mia vita , fatta di lacrime e gioia , pieni di paure e angosce alleviate dall’affetto di innumerevoli amici , conoscenti , familiari e vicini di casa . Io e Franco abbiamo ritenuto che fosse giusto far sapere quanto puo’ fare di miracoloso l’amore” – Sandra Telesca


Franco TELESCA
Juniores di hockey, allenatore di calcio e maestro di carattere per alcuni fortunati. Ha servito aperitivi e buon vino per 40 anni mescolando saggezza e voglia di combattere . Ha coltivato il suo amore per Sandra con carattere e rigore sino alla sua partita del Cuore che ha vinto

Progetto FOTOGRAFIA SOTTO LE STELLE – La foto più bella del mondo! di Daniele Robotti


Progetto “FOTOGRAFIA SOTTO LE STELLE”
“La foto più bella del mondo! ” Secondo incontro
a cura di Daniele Robotti, fotografo professionista.
Mercoledì 9 settembre 2020 orario 21.00 – 22.30
all’aperto, sul terrazzo dello studio di Daniele Robotti, al 2^ piano di Via San Lorenzo 107, in Alessandria
(nel rispetto della normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19)


“FOTOGRAFIA SOTTO LE STELLE”
è un appuntamento informale, discorsivo e aperto alle domande e alle curiosità di tutti gli appassionati di fotografia, arte e cultura visiva.
Fabrizio PRIANO Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee commenta :
“Secondo appuntamento delle attese e apprezzate serate dedicate alla fotografia a cura del fotografo professionista Daniele ROBOTTI , all’aperto sul terrazzo del suo studio fotografico in Alessandria. L’iniziativa, ormai alla seconda edizione, riscuote il favore di un pubblico attento e preparato, appassionato di fotografia con il vantaggio di una location suggestiva e in linea con la normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19”.


“Fotografia sotto le stelle” è una serata dedicata alla fotografia a cura di Daniele Robotti, all’aperto sul terrazzo dello studio fotografico in Alessandria.
Il protagonista della serata sarà Ugo Mulas, uno dei più affermati fotografi del panorama artistico internazionale. Dopo una breve introduzione sulla storia di Mulas verrà raccontata la fotografia dal titolo “Vitalità del negativo”.
“La foto più bella del Mondo!” è l’argomento di questa serie di incontri dove Daniele Robotti presenta e commenta una fotografia che per lui è “la più bella del mondo!”
Chi è l’autore e qual’è la sua storia, da dove nascono queste immagini, perchè sono diventate icone della storia della fotografia.
“La foto più bella del Mondo!” è sia un incontro amichevole, discorsivo dove incontrare la fotografia, ma soprattutto vuole essere un’occasione di confronto per i partecipanti su cosa trovano interessante, irripetibile, esaltante nella fotografia protagonista di ogni serata.
La partecipazione a “Fotografia sotto le stelle” è a numero chiuso di 14 ospiti, la serata è all’aperto, con il distanziamento e con l’obbligo di mascherina.
Per prenotare il tuo posto devi contattare Daniele Robotti al numero 3402292770 anche su WhatsApp.
INFO
Daniele Robotti Tel. 3402292770 info@robotti.it http://www.robotti.it http://www.liberamentelab.it

BIOGRAFIA
Daniele ROBOTTI è un fotografo professionista specializzato nelle immagini di natura, in particolare la documentazione del comportamento degli animali e il loro rapporto con l’uomo, con trent’anni di esperienza in campo fotografico: dalla fotografia di cronaca ai viaggi, dal reportage sociale alla fotografia naturalistica, in agenzia di cronaca e di natura. Ha partecipato alla realizzazione di opere editoriali per i seguenti Editori: DeAgostini, Calderini – Il Sole 24 Ore, Kosmos, Mondadori, Edagricole.
Nel 2016 ha fondato Dogs and More srl una realtà specializzata nella formazione professionale nei campi del comportamento animale e fotografico, al di fuori di queste produzioni trovano spazio altri progetti su argomenti, storie e soggetti legati alle aree del reportage sociale, del ritratto e della fotografia fine-art.
Inoltre ama sperimentare la fotografia astratta e concettuale, e condividere la sua visione fotografica con tutti, senza distinzioni di marca fotocamera, budget, ed esperienze!
Sito web http://www.robotti.it

“Dalla figurazione all’arte costruita, nel divenire delle arti” di Giancarlo RAINA

Fabrizio PRIANO
Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee
nell’ambito del Progetto ARTE DIFFUSA
(nel rispetto della normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19)
ha organizzato
Lunedì 7 settembre 2020 alle ore 18,00 presso
CAFFÈ ALESSANDRINO
Piazza Garibaldi, 39 – Alessandria Tel. 0131-441903
l’inaugurazione della mostra dal titolo
“Dalla Figurazione all’arte costruita, nel divenire delle arti”
di Giancarlo RAINA
con l’amichevole collaborazione di Luigi Manzini e l’intervento di Franco Montaldo

La mostra resterà esposta fino al 15 settembre 2020


Fabrizio PRIANO
Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee commenta:
“Con la mostra dedicata al pittore¬scultore alessandrino Giancarlo RAINA proseguono gli appuntamenti del Progetto ARTE DIFFUSA che, nel rispetto della normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19, vede un susseguirsi di eventi dedicati all’arte presso alcuni locali della nostra Città. Lo scultore Giancarlo RAINA ha scelto di esporre esclusivamente opere pittoriche e disegni con ritratti di donne famose, escludendo per l’occasione le sue apprezzate sculture”.


Giancarlo RAINA – pittore-scultore alessandrino contemporaneo, appartenente alla corrente artistica detta costruttivista, nato a Sale in provincia di Alessandria, vive e lavora ad Alessandria.
Dal 1975 ha partecipato a numerose mostre e rassegne nazionali ed internazionali ottenendo consensi e diversi riconoscimenti.
Tra queste, si ricordano le più significative:
• 1983 – Mostra personale a Palazzo Guasco (Alessandria) con sculture parietali di enorme dimensioni
• 1986 – I Mostra Internazionale di scultura Teatro Comunale di Alessandria
• 1988 – II Mostra Internazionale di scultura Teatro e Giardini di Alessandria
• 1989 – IV Mostra della piccola scultura e III Mostra della scultura all’aperto – Comune di Castellanza (Varese)
• 1991 – I Mostra Internazionale di scultura Città di Legnano (MI)
• 1994 – Mostra con il gruppo del laboratorio artistico Il Castello -nella Torre
Capitolare di di Portovenere (La Spezia)
• 1994 – XXXIV Premio Suzzara (Mantova) a cura del Centro Culturale
Artestruktura di Milano
• 1994 Mostra collettiva : Costruttivismo, concretismo, cinevisualismo internazionale – Museo delle Collezioni – Bucarest – Romania
• 1995 – Etruriarte -Fiera internazionale- Venturina(LI)
• 1995 – Collettiva di scultura -Palazzo Robellini -Acqui Terme
• 1996 – Mostra collettiva con 5 artisti del Museo Pagani alla Camera del
lavoro di Alessandria
• 1996 – Mostre collettive ad Arona, Acqui Terme, Asti, Omegna, Trieste,
Alessandria
• 1997 -Mostra di scultura – Città di Casale Monferrato
• 1997 – Mostra “l’arte costruita” – palazzo Cuttica – Alessandria
• 1998 – Mostra BNLper il centroD’ARS di Bergamo e di Brescia

• 2000 – Opere di piccolo formato Galleria Antonio Battaglia, Milano Galleria Kassel Innsbruk (Austria)
Galleria Artestuktura, Milano
• 2003 – Mostra di scultura : “Omaggio a Enzo Pagani” – Museo Pagani – Castellanza (VA)
• 2008 – Mostra “L’Arte costruisce l’Europa” – Desenzano del Garda -Arte Struktura
• 2016 ¬ Mostra personale presso la Libreria Mondadori di Alessandria. Due sue opere monumentali in marmo sono in esposizione permanente al
Museo d’Arte Moderna all’aperto della Fondazione PAGANI di Castellanza (VA)
Le opere pittoriche di Giancarlo RAINA sono costituite da geometrie astratte con le quali, lavorando sull’equilibrio delle tensioni tra le forme, l’artista cerca di controllare la percezione del sentire interiore e di immaginare stati d’anima non spiegabili con le parole e/o con altra modalità di rappresentazione . Forme che si muovono, si dilatano, si sovrappongono, si elidono ma che non vengono vissute in senso geometrico ma in quello esistenziale. I suoi lavori, le sue opere infatti rappresentano architetture della mente e costituiscono il portato del suo modo di sentire la vita e i suoi misteri.
La scultura per Giancarlo RAINA è, parimenti, profonda costruzione dell’anima, uno scavo interiore continuo che si estrinseca attraverso la necessità di una percezione tridimensionale delle forme e nella lenta fatica dell’esecuzione dell’opera. Il marmo è la materia “arcaica” che predilige perché carica di energia e più congeniale al suo registro espressivo
Ha partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero, dove ha avuto riconoscimenti e premi per le sue opere e i suoi lavori
La mostra è stata curata dal prof. Luigi MANZINI.

“Storie di uno stesso cielo” di Michele F. Fontefrancesco

In un’estate particolare, in cui il viaggiare sembra sempre accidentato, “Storie dello stesso cielo” racconta come non ritrovare il senso del viaggio e della scoperta facendoci assaporare orizzonti d’oltralpe che quest’anno ci sono preclusi. Nelle pagine del volume si accendono le luci di Berlino e New York, di Poznan e di Durham attraverso le esperienze e le divagazioni dell’autore; racconti incisivi che insegnano prima di tutto quale sia l’anima del viaggiare: “Viaggiare è imparare ad essere straniero, a non dare per scontato nulla, a guardare il mondo con occhi nuovi,” racconta Michele Fontefrancesco,  autore del volume e ricercatore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. 

I racconti tracciano il percorso vissuto dall’autore che si sviluppa attraverso quattro anni vissuti tra centro Europa, Stati Uniti e Regno Unito. Le pagine “sono un racconto di donne, uomini, luoghi, cibi ed animali che ci ricordano che, al di là delle tante differenze, tutte le nostre genti sono una, danzante sotto uno stesso cielo,” commenta il prof. Fontefrancesco. In particolare, questi racconti offrono una prospettiva diversa su cosa voglia essere un cosiddetto “cervello all’estero”. Scritti, tra il 2007 e il 2010, quando l’autore era studente Erasmus in Polonia e poi continuati nei suoi primi anni di docenza universitaria al di qua e al di là dell’Oceano Atlantico, le pagine di “Storie dello stesso cielo” non danno spazio alla nostalgia per il Paese natio o all’accusa verso ciò che l’Italia non offre; guardano il mondo oltre le Alpi con attenzione cercando di interpretarlo, volendone trovare insegnamento da riportare a casa. Questo punto di vista si fa esplicito sin dalle prime pagine, guardando al senso della partecipazione al progetto di mobilità studentesca europeo Erasmus:”L’Erasmus è un lungo periodo durante il quale si può approfondire la conoscenza dell’altro; un quotidiano lavoro su sé stessi, un’analisi della propria identità, capace tanto di rafforzare il proprio senso di appartenenza alla terra natia quanto di trovare un modo efficace di condivisione con l’altro,” suggerisce Fontefrancesco.

Le pagine si leggono come un incontro, dunque, in cui il cibo gioca un ruolo importante. Il cibo diventa, infatti, strumento di comprensione di paesaggi nuovi, così come di discussione e sperimentazione capace di coinvolgere gli abitanti del posto così come gli altri stranieri, studenti e docenti, confermando come il cibo sia fertile terreno di condivisione, ibridazioneculinaria e riscoperta delle radici. Il paesaggio gastronomico di cui Fontefrancesco ci parla è fatto di spezzatini, di piroghi, di caffè offerti e condivisi, di cucine domestiche che si aprono al mondo e alla voglia di cucinare. Questo racconto, però, non è il taccuino di un viaggiatore goloso, alla ricerca di tipicità ed esotismi culinari, ma il diario di un emigrato che, come tanti in passato, porta da casa il suo saper fare e grazie a quello riesce ad aprire un dialogo inaspettato con persone e luoghi diversi. Come stupirsi sapendo che Michele Fontefrancesco oggi insegni antropologia del cibo e innovazione gastronomica in un ateneo conosciuto in tutto il mondo proprio per lo studio delle scienze gastronomiche?

Il volume, quindi, con i suoi racconti e diversi registri, offre quindi materiale utile per quest’estate particolare, facendo pregustare il sapore dell’esperienza di nuovi viaggi e dare spunti per approcciare le prossime settimane di ferie agostane.Il volume “Storie dello stesso cielo” è pubblicato dall’editore tortonese Vicolo del Pavone e disponibile in versione cartacea ed e-book.

Lunedì 14 Settembre a San Salvatore M.to

ECCO “STORIE DI UNO STESSO CIELO”

Lunedì 14 settembre, presso la biblioteca civica di San Salvatore M.to, alle ore 21.00, verrà presentato il volume “Storie di uno stesso cielo” di Michele F. Fontefrancesco. A condurre la serata Fabio Prevignanoattraverso un racconto che valica le Alpi e l’Atlantico.

“Storie di uno stesso cielo” raccoglie i racconti di viaggio dell’antropologo, docente presso l’Università di Scienze Gastronomiche. Sono racconti di cibi, sì, ma soprattutto di luoghi e di persone che raccontano del cuore dell’Europa e della vita al di là dell’Oceano. 

Il volume, pubblicato dall’editore tortonese Vicolo del Pavone, raccoglie oltre ottanta racconti scritti dall’autore nel suo periodo di soggiorno e lavoro in Polonia, Stati Uniti e Regno Unito. Le pagine tratteggiano il significato dell’esperienza della scoperta di due continenti, in veste di studente quindi di ricercatore, e dell’incontro con storie e tradizioni differenti. È la narrazione di uno spaesamento e della capacità, propria di ogni viaggio, di diventare protagonista di nuove relazioni e nuove contaminazioni gastronomiche e culturali.

Il volume è disponibile in formato cartaceo ed in ebook.

Per maggiori informazioni:

Michele F. Fontefrancesco: ​e-mail.​ m.fontefrancesco@unisg.it

Vicolo del Pavone: e-mail.info@vicolodelpavone.it

“Il dono di Luca” di Sergio PIZIO


Il violento temporale si esaurì alle prime luci dell’alba,lasciando lungo la banchina portuale numerose e ampie pozzanghere d’acqua all’interno delle quali si riflettevano i colori accesi del nuovo giorno. L’aria risultava piacevolmente fresca e delicatamente intrisa di salsedine, mentre la vigorosa brezza proveniente da Sud sorvolava e accarezzava la superficie del mare creando dei vortici d’aria ascensionali, decisamente ottimali per il volo dei gabbiani che sapevano perfettamente come sfruttarli al meglio. Il loro garrito assomigliava a un armonioso cantico volto alla natura e libertà nello spiegare la ali nell’immensità del cielo.Nel frattempo il giovane Luca s’affrettò a chiudere la porta di casa stringendo in una mano una piccola sacca di stoffa scura, attraversando successivamente la strada provinciale semi deserta a quell’ora, per poi infilarsi rapidamente e agilmente all’interno di una viuzza strettissima lunga circa una cinquantina di metri che sfociava direttamente nella zona rimessaggio del porticciolo. Il ragazzo rallentò i passi costeggiando una robusta e alta rete d’acciaio intrecciata, dietro la quale sorgevano a poca distanza una decina di hangar semiaperti dentro i quali si potevano intravvedere dei magnifici e lussuosi yacht, tra cui il Ferretti 730 e il Jurata Arcadia 115, veri gioielli galleggianti. Luca sospirò appoggiando i palmi delle mani e la fronte nella rete d’acciaio fantasticando con la mente. Lo faceva sempre ogniqualvolta passava da lì sgranando i grossi occhi verdi immaginandosi di salire a bordo di uno di quei stupendi yacht con la compostezza e coraggio di un temerario Capitano nell’affrontare il mare aperto, tenendo lo sguardo fisso verso l’orizzonte senza mai voltarsi, scomparendo oltre la linea.Di seguito Luca riprese a camminare. Percorrendo gli ultimi otto metri circa, sopra delle spesse travi di leccio che ricoprivano un voluminoso sprofondamento del terreno provocato dall’erosione sottostante di una falda acquifera, entrando subito dopo nell’officina meccanica nautica del padre.<< Ciao pà >> esclamò il giovane posando la piccola sacca scura sopra uno sgabello di legno, osservando due grossi motori fuoribordo completamente smontati sopra al banco prova.<< Hai fatto colazione?>> mormorò l’uomo sollevando appena il capo, stringendo dei bulloni con una chiave a cricchetto. Il giovane non rispose, dirigendosi rapidamente verso il banco prova.<< Caspita, due motori Man V12 Power Star>> esordì Luca, spalancando i grossi occhi verdi.Il padre annuì dondolando la testa.<< Esattamente figliolo, due mostri da oltre 1200 cavalli di potenza, montati sul Riva 66 Ribelle Premiére>><< Wow…>> esclamò il giovane radiografando con occhi rapiti ogni minimo componente dei motori. << Chi è il proprietario? >> soggiunse con voce incuriosita corrugando la fronte. << Luca Grasso, amministratore delegato della Luxottica>> rispose il padre posando per un attimo la chiave a cricchetto.<< Quando puoi permetterti di firmare un assegno da oltre cinque milioni di euro, non ti poni troppe domande filosofiche sulla vita>>Luca lo ascoltò emettendo una risatina.<< Credo proprio di no>><< Allora figliolo, hai già fatto colazione?>> gli domando nuovamente il padre aprendo la sacca di stoffa scura, prelevando due consistenti fette di crostata di ciliege. Il ragazzo fece un cenno con una mano, ritornando a osservare quei motori, la sua era una vera passione.<< Farai tardi a scuola Luca >> osservò l’uomo gustando la crostata.<< Si ora vado >> mormorò distrattamente il giovane sospirando. In realtà avrebbe preferito restare nell’officina con suo padre, aiutandolo a pulire e rimontare quei magnifici motori Man magari lucidando i condotti di aspirazione, e poi magari andare a pescare dietro al porticciolo seduto sulla banchina con le gambe a penzoloni usando la sua nuova canna da pesca Mitchell con il mulinello della Shimano ancora da montare.<< Avrai tutto il tempo per andare a pescare >> aggiunse il padre, quasi a leggere i pensieri del figlio, pulendosi le mani con un tovagliolo di carta.<< Papà io…>> il giovane si bloccò rimanendo con la bocca semiaperta, incrociando lo sguardo del padre. << Sai una cosa, ci sono momenti in cui vorrei essere invisibile, senza avere nessun contatto con altre persone>>Il padre abbassò per un attimo lo sguardo emettendo un lungo sospiro, lisciandosi il mento con una mano.<< Si lo capisco cosa intendi dire >> soggiunse l’uomo con una certa apprensione nella voce.<< Ne abbiamo già discusso molte volte in casa, anche la mamma è preoccupata ma consapevole del fatto che il tuo sia una specie di dono e…>><< Lo pensi anche tu papà? >> indagò Luca aggrottando la fronte.<< Credo di si >> pronunciò il padre dondolando il capo con lieve imbarazzo nel tono di voce, impotente di fronte a un qualcosa di incomprensibile che sfociava nell’ignoto. Non esistevano spiegazioni a riguardo, tutte le visite e le varie TAC che Luca si sottopose presso i migliori centri specializzati diedero sempre esito negativo, escludendo malattie o altre forme di patologie sconosciute o rare.<< Succede a volte che la strada della scienza incrocia quella della religione creando un punto interrogativo>> asserì l’uomo allargando le braccia. << Tua madre sostiene che bisogna avere fede e pregare Dio per avere delle risposte>><< Può essere. Ad ogni modo non è piacevole indossare i guanti, specialmente ora che si avvicina l’estate >> pronunciò Luca indossandoli, raggiungendo la porta dell’officina.<< Ci devi convivere Luca, non puoi fare altrimenti. Magari un giorno questa cosa sparirà da sola >> Il giovane annuì con un sorriso.<< Certo papà>> disse avviandosi verso la scuola.


Scuola Alessandro Manzoni Ore 8.00


Nella classe regnava il caos, i ragazzi strillavano rincorrendosi creando un totale disordine. La maestra tardava ad arrivare e la giovane quanto inesperta supplente non riusciva a gestire la situazione, la sua autorità veniva umiliata e soppressa da un paio di bulli che innescavano continui schiamazzi.Luca prese posto nel banco della penultima fila, accanto alla grande finestra restando a osservare il passaggio di una nuvola oscurare per qualche secondo la luce del sole, isolandosi da tutto quel fracasso. << Perché porti i guanti?>> la voce squillante della ragazza dai lunghi capelli biondi fece quasi sobbalzare il giovane dalla sedia.<<Non fa freddo, siamo a fine maggio>> insistette lei fissandolo negli occhi con un sorrisetto malizioso. <<Sei malato per caso?>>Luca scosse il capo, mettendo le mani sotto il banco, ma la reazione della ragazza richiamò l’attenzione dei due bulli i quali si avvicinarono con fare spavaldo e minaccioso.<< Che succede Eva, questo bamboccia ti da noia?>> pronunciò il bullo più grasso con voce sprezzante, poggiando i gomiti sul banco.<< Indossa i guanti, non mi sembra normale>> esclamò lei sollevando le spalle, senza comunque dare troppa importanza alla cosa.Nel frattempo la supplente decise di andare a chiamare il Preside, informandolo sulla situazione.<< Allora bamboccio e vero che indossi i guanti?>> lo schernì con sarcasmo l’altro bullo pizzicando le orecchie di Luca, il quale si scostò da una parte provocando una brusca reazione da parte di quei due stupidi ragazzi.<< Ehi, bamboccio vuoi che ti rompa la faccia? >><< Non cerco grane, lasciatemi stare per favore>> rispose Luca senza scomporsi sostenendo lo sguardo. Non aveva paura.<< Ma sentitelo il signorino, vuole essere lasciato in pace>> lo schernì quello più grasso.<< Chiedi scusa a Eva>><< Che cosa…>> mormorò Luca corrugando la fronte.<< Avanti, mettiti in ginocchio e chiedile scusa!>> gli ordinò battendo un pugno sul banco. La ragazza si fece avanti cercando di placare la situazione.<< Non mi sembra il caso >> disse lei incrociando lo sguardo di Luca.<< Ognuno è libero di fare ciò che vuole e…>><< Piantala di frignare Eva>> abbaiò quello più magro.<< Ora il nostro amico si inginocchierà per domandarti scusa>><< Non è il caso, smettetela perché vi comportate così!>> sostenne Eva con enfasi mettendosi accanto a Luca.<< Sei una stupida>> esclamò il bullo strattonandola violentemente per un braccio, facendola rovinare per terra.In quel momento la supplente entrò nella classe seguita dalla maestra e dal Preside.<< Che sta succedendo qui>> tuonò la maestra, accorrendo verso Eva riversa a terra inerme, mentre tutti i ragazzi presero immediatamente posto nei loro banchi, anche i due bulli rimasero avvolti nel silenzio più totale. Il Preside preoccupato si chinò cercando di sollevare la ragazza da terra.<< Sembra sia svenuta>> pronuncio flebilmente la supplente tremando sulle esili gambe.<< Giuro che questa volta non la passerete liscia>> disse la maestra con voce tonante guardando i ragazzi nei volti spaventati.<< C”è del sangue, ha battuto la testa>> pronunciò il Preside.<<Presto, chiamate il dottore Berardi in infermeria>> La maestra si fiondò fuori dalla stanza, con il volto arroventato dalla rabbia.Luca con movimento rapido si sfilò i guanti e chinandosi posizionò le sue mani sulle braccia di Eva<< Che stai facendo>> domandò il Preside scuotendo il capo.<< Nulla di grave, si riprenderà >><< Non è il caso di fare stupidate del genere>> lo rimproverò il Preside con espressione severa.<< Piuttosto dammi una mano a sollevarla>><< Meglio di no>> rispose seccamente Luca<< Come sarebbe a dire, cosa sei uno sciamano forse?>><< Le posso parlare in privato?>>gli sussurrò LucaIl Preside acconsentì seguendolo sull’uscio della porta.<< Mi ascolti, la caduta potrebbe avere causato una leggera lesione a una vertebra, nulla di grave se non fosse che Eva è incinta>>Il preside sbiancò in volto.<<Ma che cosa stai dicendo, ti aspetti che io creda a una fesseria del genere?>><< D’accordo faccia come crede, però si prende tutte le responsabilità>> pronunciò Luca senza scomporsi.L’uomo digrignò i denti fissandolo attentamente in volto.<< Eva si sta riprendendo>> esclamò la supplente agitando le mani per aria, Il Preside raggiunse la ragazza, inginocchiandosi bisbigliandole qualcosa all’orecchio. Dopo qualche istante il dottor Berardi prestò le prime cure alla ragazza, la quale ammise di essere incinta da circa due mesi. Il Preside seguì il consiglio di Luca, preferendo aspettare l’arrivo dell’ambulanza, e dalle indagini cliniche risultò esattamente quello che disse Luca attraverso il contatto con le mani.Il giorno successivo Luca si recò nel porticciolo a pescare con la sua nuova canna Mitchell montando finalmente il mulinello della Shimano sedendosi sulla banchina con le gambe a penzoloni.Ora sapeva dare un senso a quel dono ricevuto.

“Musical Concert”i brani più famosi dell’ Opera moderna della lirica e del blues di Monica Bursi

Domenica 30 agosto 2020 alle ore 21,00 (nel rispetto della normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19), con ingresso gratuito, il Gruppo Artistico alessandrino Ostinata Passione in collaborazione con il Laboratorio Acustico-corale di Alessandria presenta presso La Cantinetta Resort di Mombello Monferrato (AL) a cura di Roberto Imarisio di Asti il musical “Musical Concert”, i brani più famosi della storia dell’opera moderna della lirica e del blues. Una grande serata di musica e di cultura.
La Cantinetta Resort che ospita l’evento è situata nel cuore del Monferrato Casalese, è un B&B molto accogliente realizzato in una antica casa rurale risalente ai primi anni del ‘900 da poco ristrutturata e trasformata in dimora di charme.

Solisti:
Alessandra Arca
Gabriel Braggion
Gianni Braggion
Alessandro Branchini
Monica Bursi
Giampiero Campese
Katia Ciuccio
Barbara De Santi
Andrea Giolo
Alessandra Gulshat
Alice Ravelli
Riccardo Urani

Il coro nelle voci di:
Francesca Alineri
Gianni Braggion
Giampiero Campese
Katia Ciuccio
Barbara De Santi
Marica De Paola
Francesca Parrilla
Alice Ravelli
Lia Tommi

Direzione Monica Bursi
A cura di Roberto Imarisio che introdurrà la serata.

Breve presentazione della compagnia:
Il curriculum artistico del Gruppo “OSTINATA PASSIONE” annovera, oltre all’interpretazione di grandi classici che ripercorrono la storia del musical, l’allestimento di opere musicali di grande qualità artistica. Ad oggi sono state messe in scena, tra il 2011 ed il 2015, “Notre Dame de Paris”, “Giulietta e Romeo”, “Dracula”, “Jesus Christ Superstar”, “Tosca”, “Evita”.
Il gruppo si avvale anche della collaborazione di prestigiosi nomi del panorama italiano e mondiale del musical quali MARCO GUERZONI ed EMANUELE BERNARDESCHI interpreti storici del personaggio di Clopin, re degli zingari, nell’opera di Riccardo Cocciante “Notre Dame de Paris” e ultimamente ha accolto VITTORIO MATTEUCCI, quale ospite di prestigio all’ultimo spettacolo tenutosi nel mese di aprile 2015 al Teatro Alfieri di Asti. Mattia
Inverni nel ruolo di Gringoyre all’apertura del progetto SIPARO della Sala Ferrero del Teatro Comunale a maggio del 2016.
L’Associazione Culturale “ISIDE”, iscritta all’Albo delle associazioni del Comune di Alessandria, costituita nel 2011, appoggia un progetto culturale che fonde musica, teatro e danza nella molteplicità dei loro aspetti rappresentando significativi momenti di aggregazione e di crescita socio-culturale che possono fungere da veicolo trainante per affiancare il volontariato nelle sue molteplici forme dando valore fondativo del suo saper essere, nei valori che rappresenta e nella funzione di sviluppo della solidarietà e nella creazione di beni razionali.

Il “Laboratorio Acustico-corale” offre a chi partecipa di acquisire la tecnica giusta per ottenere soddisfazione nell’esecuzione del brano.
Inoltre la musica d’insieme e la partecipazione attiva sul palco scenico gratifica e promuove la crescita ed il benessere spirituale dell’individuo.
La vocal coach Monica Bursi dichiara : È un laboratorio di sperimentazione del suono e della musica d’insieme dove conta solo la voglia di fare e la passione. Non conta l’esperienza né la preparazione. Basta volerlo e… Musica sia!!!

Sotto :
LOCANDINA
MONICA BURSI VOCAL COACH

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