Momenti di poesia con Pierluigi Piano

Da
Canti nel Silenzio


Come un pittore di marciapiedi Un verso, una frase gentile
per uno spicciolo gettato a terra Ma la tua moneta è un sorriso.


Canto LXIX
The fascination of silence
Adagio degnità metafisiche dimenticate Questa strada di giorni monotoni Persino il cane tace
Le mani in grembo
Clamorosa sconfitta
Discreta generosità
Destino della fantasia oppressa
Le ragnatele in cui ci si invischia
This the tempestuous loveliness of terror L’analisi del nostro male
Il commento lento
le note sussurrate con discrezione
«Great is their love who love in sin and fear»
Disposizione fisica a questo abbandono Se le cose stanno così…
Sedicenti vuoti in cui siamo noi stessi Degradati a contenuti
Accettati come pesi
Opaco clima di umanità Le physique du rôle Tutto è visto dall’esterno
Non aprire di più la porta socchiusa
La luce distruggerebbe le trame di luna E l’ordito discreto del silenzio…


Canto LXXII
Aperte le mani
Vie, solchi duri

Il fango raggrumato tra l’erba Ascoltare
Il silenzio improvviso
La fuga della strada all’angolo Un cane ti guarda e non abbaia
Orazioni di rododendri al cancello della villa Un vecchio seduto solo al sole
Aspettando la morte con rassegnazione… Canto LXXV
Giorni in cattività
Momenti di evasione
Ritrovarsi con una terribile paura di vivere
ed un voglia inesauribile di sconfinare
Andarsene
chiudere la porta del ieri
Sorridere. Canto LXXVI
Casale di giorno feriale
Mercato in piazza Castello
Santa Caterina nei suoi ricami rococò Vie e piazze
Palazzo Langosco e l’odore dei libri Pomeriggi senza te


Canto LXXIX
La neve dei pioppi
Leggero cotone aereo
Nel sole stanco
“Quattro passi” di due vecchietti
Il silenzio della lucertola sull’asfalto Primo pomeriggio

Canto LXXXVII
Dopo i giorni e gli attimi
Il rosso velluto dei sedili
L’odore muffo della polvere
Un nome sussurrato a fil di labbra
Adagio verso casa senza casa Debolezze immaginarie
I giornali e il sonno dei compagni di viaggio …


Cato LXXXVIII
Un bambino gioca con castelli di sabbia

Fuori Cantos
Al prà
Da dvan a cà
Par us Par fnestra
Armaî lì
[Il prato Davanti casa
cmé ’n ladar
Domani solo sabbia
Per la porta Per la finestra
restare lì
come un ladro]
°°°
p’n piassa
An s’la strà
Masnà ansema
[In piazza sulla strada bambini insieme]

°°°
’n spec i vedar C’mè ’n gat
A la luna
[Una specchio i vetri come un gatto
alla luna] °°°
Vist al rest
Al paroli ad cà nostra
Stacà i toch…
[Visto il resto
Le parole di casa nostra Staccare i pezzi]

Pubblicato da fabrizio priano

Ho creato questo blog per esprimere le mie idee sui fatti di cronaca politica

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