Lisi VICARELLI ci traduce un importante articolo uscito su The Guardian

RIVELAZIONE:LA CHIAMATA DELL’ITALIA PER UN AIUTO URGENTE FU IGNORATA MENTRE IL CORONAVIRUS DILAGAVA IN EUROPA

Esclusiva: Una serie di mancanze quando l’Italia affrontava la catastrofe, la richiesta di aiuto alla EU si è scontrata con uno shockante silenzio

Di: Daniel Boffey, Celine Shoen, Ben Stockton e Laura Margottini

THE GUARDIAN

Mercoledì, 15 luglio 2020

E’stato un momento di agghiacciante chiarezza. Il 26 Febbraio, con il numero dei sicuri infettati dal Coronavirus che triplicava ogni 48 ore nel paese, il premier italiano Giuseppe Conte, ha fatto una richiesta di aiuto agli Stati Membri della UE.

Gli ospedali italiani erano al collasso. Dottori e infermieri avevano terminato mascherine, guanti e camici di protezione di cui avevano bisogno per la loro sicurezza e i medici sono stati costretti a giocare a fare Dio con le vite di coloro che erano stato di estrema criticità per la pressochè totale mancanza di respiratori.

Un messaggio urgente è partito da Roma verso la sede centrale della commissione Berlaymont a Bruxelles.

Le specifiche delle richieste delle necessità italiane sono state prese in carico dal CECIS (Sistema delle comunicazioni di emergenza) in seno alla Comunita’ Europea.

Ma cosa accadde poi è shockante. La richiesta urgente di aiuto si è scontrata con il silenzio.

“Nessuno Stato Membro ha risposto alle richieste dell’Italia e alla chiamata fatta alla Commissione in cerca di aiuto”dice JanezLenarcic, commissario responsabile per le situazioni di crisi.

“Ciò significa che non solo l’Italia era impreparata….. Nessuno era preparato. La mancanza di solidarietà all’Italia non è stata una mancanza di solidarietà. E’stata una mancanza di attrezzature.”

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E qui è necessario rammentare le date di fatti accaduti e documentati con sicurezza.

Poniamo sia vera questa interpretazione del Sig. Lenarcic. Se fosse stata esclusivamente una mancanza di attrezzature, qualcuno avrebbe potuto rispondere solo per solidarietà, rammaricandosi per l’impotenza ad offrire qualsiasi tipo di aiuto.

Vorrei però ricordare, che proprio in quel periodo iniziava una sottile campagna mediatica che ci additava come incapaci e diffusori del virus.

Mi sono sempre chiesta come un qualsiasi cittadino del mondo potesse credere che un virus partito dalla Cina dove venivano blindate città per circa 20 000 000 di abitanti, fosse arrivato in quantità massiccia in Italia e più specificatamente in piccoli paesi dell’Italia del Nord e da lì diffuso nel resto del pianeta.

Il virus si è diffuso principalmente con il trasporto di merci – con ogni tipo di mezzo- e tramite i passeggeri degli aerei. 

Per cui, senza andare a elencare cifre, solo ad occhio, in Europa e nel mondo, non considerando le altre vie di comunicazione, ci sono molti aeroporti e di conseguenza le città e i paesi dove sono che hanno un traffico aereo commerciale e passeggeri significatamente ed enormemente maggiore dei nostri comeFrancoforte, i tre maggiori aeroporti di Londra, New York e la California, che tra l’altro è più vicina alla Cina dalla parte del Pacifico, Berlino e Amburgo, Parigi con una numerosissima comunità cinese.

Ci sono alcune date e fatti molto significativi da ricordare.

30 gennaio 2020

WHO dichiara stato di emergenza sanitaria globale

(già da fine dicembre 2019 sui giornali escono notizie non ufficiali, ma certe di problemi sanitari ovunque nel mondo)

7 Febbraio 2020

Muore il dott. Li Wenliang che era stato arrestato per aver diffuso la notizia di una nuova SARS

14 Febbraio 2020 

La Francia dichiara il PRIMO DECESSO da Coronavirus in Europa

(ma evidentemente la situazione non è preoccupante perché non viene preso nessun provvedimento)

23 Febbraio 2020 

L’Italia vede il maggior aumento di numero dei casi (dalle notizie che arriveranno solo mesi dopo si apprende che la realtà è diversa: L’ITALIA HA RICONOSCIUTO DI AVERE UN PROBLEMA E HA TENTATO DI AFFRONTARLO NEL MIGLIOR MODO POSSIBILE. Dichiarando il numero di casi che risultavano dai ricoveri e dalle informazioni mediche. Tutti gli altri paesi come è evidente dai dati comunicati a posteriori, non hanno seguito la stessa strada mettendo a repentaglio la vita di moltissimi loro cittadini.)

La Lombardia decide di isolare 10 città tra cui Codogno.

26 Febbraio

Avviene la richiesta di aiuto da parte dell’Italia ai paesi membri. Nessun premier ha fatto ancora dichiarazioni di rilievo

Nello stesso periodo USA chiudono i voli alla Cina, Iran dichiara numerosi casi, Sud America dichiara casi, ma in Brasile viene praticamente negato uno stato di pericolosità

28 Febbraio 2020

Viene data notizia da tutte le agenzie stampa che il n di infezioni in Europa è preoccupante

11 Marzo2020

La Portavoce di Macron annuncia il discorso del Presidente alla nazione e afferma anche che gli italiani hanno fatto grossi errori nella gestione della crisi

13 Marzo 2020

M.me Lagarde fa un discorso che fa precipitare del 17% la Borsa italiana e getta scompiglio in tutto il mondo. Verrà derubricato a gaffe, ma l’Italia ha bruciato miliardi di Euro e c’è stata una corsa all’acquisto di azioni e aziende italiane a condizioni umilianti per l’Italia

Primo discorso di Boris Johnson che dichiara preoccupazione per l’evolversi del problema, ma non necessario il lockdown, quindi si presume che la condizione di Fr, Uk e altri al 26 febbraio non presentasse condizioni di criticità e che l’organismo preposto dalla UE ad affrontare emergenze, sostenuto finanziariamente anche dall’Italia, non si sia curato di dare un cenno, per cui anche da questo si può dedurre che non ci fosse ragione di allarmismi e passava l’idea che fossimo l’unico paese in Europa con problemi così gravi e in più da CODOGNO il virus veniva sparso per il mondo.

Una curiosità che avverrà più avanti nel tempo: la Cina che contro ad ogni legge della statistica continua a registrare un numero di casi spudoratamente basso, nel momento che è stata costretta a fare uscire qualche notizia su una nuova ondata di infezione, questa volta anche a Beijing e Shangai, ha dichiarato che il virus era stato reintrodotto da un viaggiatore proveniente dall’Italia.

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Qualcosa come 180 000 cittadini europei in tutta l’Europa continentale e UK, sono deceduti e 1,6 milioni sono stati infettati dal momento che il morbo è irrotto nel continente nel dicembre dello scorso anno grazie alla gentilezza del misterioso paziente Zero.

Il reale numero dei decessi è quasi certamente molto più alto di quello registrato. Il recente aumento dei casi di contagio in Serbia e nel resto dei Balcani, è fonte di grande preoccupazione.

Il continente è ormai sulla strada della peggiore e inarrestabile recessione economica dai tempi della Grande Depressione dei primi anni ’30 del ‘900, come risulta ampiamente dai necessari lockdowns per contrastare i sistemi di sanità nazionali grandemente sottofinanziati.

Sono state fatte ai leader dei vari paesi domande fondamentali riguardo al risultato del piano europeo quando gli stati mancano di venire in aiuto gli uni agli altri in tempi bui.

Questo weekend i 27 capi di stato si incontreranno, per la prima volta faccia a faccia in 5 mesi, per cercare una via per l’immediato futuro.

Oggi, a seguito delle analisi dei dati riportati interni (ai paesi EU) e delle interviste a dozzine di funzionari ed esperti, sia a Bruxelles che nelle capitali della Unione, Il Guardian e l’Ufficio del Giornalismo Investigativo, possono ripercorrere tutta la vicenda di come l’EU è risultata apparire come l’epicentro designato da WHO di una pandemia globale e quali lezioni se ne potrebbe trarre.

E’ la storia di ben intenzionati funzionari a Bruxelles che parlano con toni urgenti di un imminente disastro tale da svuotare le sale conferenza stampa. Di sempre più disperati ministri della salute incapaci di convincere i loro dirigenti del governo e del ministero delle finanze di cosa stava arrivando e come fosse imperativo agire.

Di governi che riconoscono tardivamente la velocità alla quale si stava diffondendo il virus, solamente poi per precipitarsi ad agire in modi scoordinati e protezionisti in momenti di panico malcelato.

E delle istituzioni e agenzie europee le cui figure preminenti mancano di esperienza e poteri per ottenere fondi per agire di comune accordo per affrontare il morbo senza curarsi di confini o della gelida burocrazia di Bruxelles.

E’ la storia di una EU mal equipaggiata e incapace di approntare una risposta adeguata alla crisi l’ha così velocemente inghiottita.

La storia viene poi vista e descritta e approfondita nel proseguimento molto lungo dell’articolo.

Oggi venerdì 24 luglio Il Guardian titola: COVID-19: QUANDO L’ITALIA GRIDAVA PER UN AIUTO CI FU SILENZIO

L’articolo poi afferma che, evidentemente in un secondo tempo, altri paesi si sono trovati nella stessa situazione ed hanno ricevuto il medesimo trattamento, fa accenno al comportamento, non proprio apprezzato, dei così detti “paesi frugali”, ma che fortunatamente sembra si sia giunti ad un accordo.

Per essere corretti bisogna dire che la stampa britannica non vede l’ora di dare addosso alla EU, ma a mio parere hanno abbiamo dato loro “corda per impiccarci”.

Inoltre altri articoli sulla stampa di tutto il mondo riportano che sta avvenendo una presa di coscienza degli atti (criminali) della Cina e si inizia ad agire in proposito.

MYLA di Sergio PIZIO


<<…e poi cosa hai fatto? >> le domandò l’amica con un filo di voce.<< Nulla, sono rimasta qui dentro >><< Cosa…vuoi dire che non sei mai uscita da questa casa? >><< Proprio così, sono rimasta accanto alla finestra>><< Ma lei non e venuta a cercarti?>><< Mia madre? >> sorrise amaramente la piccola Myla. << Certo che no, lei aveva altro da fare >>L’amica abbassò lo sguardo, dondolando un poco il capo.<< E adesso, che cosa farai, voglio dire…>><< Vado a cercare mio padre! >> esclamò Myla con voce piena, allargando i grossi occhi verdi.<< Ma come…? >><< Ho già programmato tutto Lussy, domani all’alba raggiungerò la stazione e da lì aspetterò il treno che porta a Varsavia…>><<Varsavia? Ma e una follia Myla! >> sbottò l’amica agitando freneticamente le mani per aria. << Quel treno peraltro non si ferma alla stazione, mi dici come farai a salirci sopra? >><< Però rallenta, e questo mi permetterà di afferrare le maniglie dell’ultimo vagone >><< Che cosa…sei impazzita per caso, oppure vuoi dire addio alla vita!! >> sbraitò l’amica corrugando la fronte, fissandola intensamente negli occhi.<< Vita?>> mormorò Myla stringendosi nelle spalle. << Io non ho una vita, mia madre e scappata con un balordo, un avanzo di galera violento e alcolizzato>><<D’accordo, resta il fatto che voi due non vi conoscete,lui non sa della tua esistenza mi dici come farai…>><< A trovarlo e convincerlo che io sono sua figlia?>> l’anticipò prontamente Myla sorridendo.Lussy annuì. << Ammesso che tu riesca a trovarlo>><< Per questo non c’è problema: ho il suo indirizzo>><< Cosa..? >><< Una sera quella stronza di mia madre, dopo avere scolato l’ennesima bottiglia di Tequila, cominciò a vaneggiare qualcosa riguardo una precisa zona di Varsavia, parlando di un uomo gentile e premuroso che voleva sposarla, facendomi vedere alcune fotografie>><< D’accordo, ma non hai nessuna certezza che questo tizio sia davvero tuo padre>> esclamò l’amica continuando a scuotere il capo.<< Ho questa però >> pronunciò Myla estraendo una foto sgualcita dalla tasca dei jeans, porgendola tra le mani dell’amica.<< Sono riuscita a prenderla dal cassetto i mia madre, e dietro c’è scritto un indirizzo >><< Accidenti…! >> esclamò Lussy sgranando gli occhi nell’osservare la foto. << Siete due gocce d’acqua…anche quella voglia sulla tempia e identica! >><< Te lo detto Lussy, lui e il mio papà! >> pronunciò con tono fiero e sicuro Myla.<< Vengo con te…ti accompagno alla stazione! >><< No Lussy, non voglio metterti nei guai con i tuoi genitori >><< Ti prego Myla, mi farebbe piacere! >><< Lo so, sei la mia migliore amica, ma credo sia meglio che vada da sola. Mi farò sentire io, te lo prometto >><< Come vuoi >> mormorò Lussy sollevando le spalle. << Ti voglio bene, mi mancherai tantissimo, ti auguro di trovare quello che cerchi! >><< Grazie Lussy, ti voglio bene anch’io…l’amicizia non ha confini >>

Il Napoleon vola [Il Superstite 228] di Danilo Arona

Gli anni trascorsero. Il rutilante, per me indimenticabile, decennio dei Sessanta lasciava lo spazio a quello successivo, più cupo e persino sanguinoso. Nei quattro anni dal ’66 al ’70, mentre io andavo in giro a suonare con i Privilege e ancora non lo frequentavo, il Whisky a Go Go del Napoleon era stato ridotto a uno straccio dal furore festaiolo degli avventori.

Per nulla intimoriti, i Lentoni Bros ne inaugurarono il 10 ottobre del ’70 una nuova versione, più audace e avveniristica: pista circolare, divani ad arco piazzati attorno, luci psichedeliche e “muro del pianto” per gli eterni “a braghe” che colà si piazzavano a osservare fanciulle, tanto in fiore che un po’ più in là con gli anni – il Napoleon era transgenerazionale… E pure il Jazz Club perché i tempi sembravano maturi per far transitare in Alessandria dei mostri sacri che non trovavano spazio altrove. Così, in pochissimo tempo, al locale di Giorgio e Luciano – quest’ultimo ormai affettuosamente soprannominato da tutti Yoghi – giunsero calibri come Art Farmer, Glauco Masetti, Slide Hampton, Kenny Clarke, Joe Venuti, Angel Pocho Gatti, Hengel Gualdi, Enrico Rava, Basso – Valdambrini – Pilot, Franco Cerri, Vittorio Paltrinieri, Tullio De Piscopo, Dodo Goya, Franco D’Andrea, Mario Rusca e altri ancora.

E pure il cabaret: Cochi e Renato, allora ai primordi, e i Gatti di Vicolo Miracoli. Insomma, una stagione così ghiotta e spettacolare che neppure la crisi energetica mondiale riuscì a scalfire.

Già, la crisi del ’73, un incubo a occhi aperti. Parliamone. La miccia si accese in ottobre quando, quasi di colpo, s’interruppe il flusso dell’approvvigionamento di petrolio proveniente dalle nazioni appartenenti all’OPEC (l’organizzazione dei paesi esportatori) verso le nazioni importatrici. L’esercito egiziano aveva attaccato Israele attraverso la penisola del Sinai di concerto con quello siriano che aveva sfondato sulle alture del Golan. Israele però reagì tanto su entrambi i fronti da respingere il duplice attacco e giungendo a minacciare Il Cairo. Dopo una ventina di giorni si proclamò il “cessate il fuoco”, ma la conseguenza pratica venne dalla decisione dei paesi arabi, che raddoppiarono il prezzo del petrolio e diminuirono del 25% le esportazioni, per ammonire l’Occidente a non appoggiare Israele. Questo processo portò a un innalzamento vertiginoso, e speculativo, del prezzo della materia prima, che in molti casi aumentò del triplo rispetto alle tariffe precedenti. I paesi europei, i più colpiti dal rincaro, vararono provvedimenti per diminuire il consumo di petrolio e per evitare gli sprechi.

In Italia il governo democristiano, presieduto da Mariano Rumor s’inventò la “austerity”, mettendo in campo cambiamenti radicali del costume quali il divieto di circolare in auto la domenica (in un primo tempo per tutti, poi il decreto fu rivisto col sistema delle targhe alterne pari e dispari), la fine anticipata alle 23 dei programmi televisivi e chiusura alla stessa ora di cinema, bar e locali pubblici, drastica riduzione dell’illuminazione stradale e commerciale. Rivista con il senno del poi e degli anni trascorsi, l’austerity è stata un’operazione ai limiti del grottesco sulla quale potrebbero pesare legittimi sospetti di “controllo” statale sulla vita privata dei cittadini, e alla quale gli italiani risposero facendo l’unica cosa fattibile al buio e incrementando per un po’ l’indice demografico.

Tornando al Napoleon, la crisi energetica venne combattuta dai Lentoni Bros coNapoleon3n l’istituzione del mitico pulmino domenicale che, guidato da Luciano, percorreva più e più volte al giorno la tratta Spinetta-Alessandria e viceversa per portare al tempio del ballo e del salamino di Mandrogne tutti quelli rimasti ai piedi per colpa dell’OPEC. Fu certo un periodo surreale e stressante che per fortuna non durò molto. E, quando le cose tornarono alla normalità, il Whisky a Go Go trovò il suo dee-jay “che spaccava” nell’esimio Andreone Provera, un vero e proprio genio discotecaro che metteva insieme rock e disco-dance con gusto e originalità. Centinaia di ragazzi accorsero a Spinetta, soltanto attratti dalla diversità della proposta musicale e dall’applicazione del teorema “mucchio fa mucchio”. E, fino al 1984, fu un crescendo, con un sacco di belle serate, alcune decisamente in anticipo sui tempi. Credo che risalga al 1980 la prima festa di Halloween organizzata da queste parti (non oso dire in Italia…), cui partecipò nei panni della Donna Pantera una graziosa ragazza bionda, proveniente da Roma, che si faceva chiamare Wendy. Lo scoprimmo dopo qualche tempo perché Wendy divenne celebre con il suo vero nome: lei era Maria Teresa Ruta.

Napoleon4Purtroppo tutto finisce. Il Whisky a Go Go chiuse a gennaio del 1984. L’anno prima, in febbraio, a Torino si era verificata la tragedia del cinema Statuto, un incendio che aveva provocato la morte per asfissia di 64 persone, quasi tutte giovani. Un luttuoso evento che tra le sue conseguenze portò a una drastica e nazionale revisione delle normative in materia di sicurezza pubblica. Il Whisky a Go Go, ancora definito come tale in tempi di Flashdance, presentava forse qualche particolare non aggiornato e idoneo, pur avendo i Lentoni provveduto a eliminare ogni materiale ignifugo quali tendoni e drappeggi e avendo dotata la sala di una porta in ferro con maniglione antipanico. Ciò non bastò perché, dietro l’onda emotiva dei morti torinesi, le commissioni di vigilanza si muovevano con il pugno di ferro e, se un gradino sbordava di 2 millimetri oltre il dovuto, si chiudeva. Così accadde.

Cinque anni dopo, nella mestizia generale dei suoi tanti fan, chiuse anche il ristorante. Forse i lavori da fare, data la vastità dell’edificio, erano troppi e la proprietà non si mise mai d’accordo con i gestori. Forse, naturalmente, perché a me non compete di dilungarmi su fatti che non conosco. In ogni caso oggi, al posto del Napoleon, svetta l’Hotel Marengo che, chissà, forse ne ha inglobato il Genius Loci.

Però non è finita (storie così non finiscono mai…). Luciano Lentoni, mentre Giorgio si dedicava a un’altra attività fuori dall’ambito dell’intrattenimento, aprì ad Alessandria, in via Urbano Rattazzi, Il Cortile, che proponeva la cucina territoriale che era stata di casa per anni a Spinetta. Fu com’era prevedibile un grande successo perché la carica umana e la simpatia di Luciano ne avevano fatto un personaggio indimenticabile. La gente accorse perché anni e anni di Whisky a Go Go avevano creato legioni di fan. E al Cortile si mangiava benissimo, immersi in un’atmosfera “molto” Napoleon – ogni volta che entravo, venivo mandato simpaticamente a quel paese, data la grande confidenza che Yoghi mi concedeva. Storie così possono essere solo intaccate dalla malasorte. Ovvero, l’alluvione del ’94 e una turpe malattia che si portò via Luciano. All’amico Giorgio non restò che tornare in scena, da prim’attore qual è sempre stato, ovvero riprendere in man le briglie del locale, magari con un “nuovo” nome.

Confesso di essermi inorgoglito, forse più del dovuto, un po’ di anni fa quando Giorgio miNapoleon11 chiamò al telefono e mi chiese con il suo solito stile che va al sodo senza preamboli: «Dì, ma come lo chiameresti tu il ristorante? C’è già un altro Cortile in città che vende abbigliamento…»
Io non ebbi il minimo dubbio.
«Lo chiami Napoleon, Giorgio. Tu sei il Napoleon. E poi che bel messaggio… Tornano quegli anni.»
Per carità, Giorgio ce l’aveva già in testa e ne era totalmente convinto. Voleva solo una conferma da parte di un amico di cui si fida.
Così tornò il Napoleon, ad Alessandria, in via Rattazzi. A Giorgio si sono affiancate le figlie Nina e Nora che io trent’anni fa inseguivo per le scale al Napoleon di Spinetta, tentando vanamente di spaventarle facendo il verso alla creatura di Frankenstein. Ed è storia di oggi, che continua con (meritato) successo.

Ma a quel Napoleon là, quello di Spinetta Marengo, quello di tanti episodi incredibili che vi racconterò prossimamente (mica è finita…), quello dove ho visto per la prima volta Fabiana che ballava con Yoghi chiedendomi chi fosse quella visione (Fabiana, non Luciano), a quel luogo che resta per me e per tanti altri ancora, soprattutto, un indelebile luogo della mente, dedico per la seconda volta le parole del grande Omar Khayyam:

Il dito avanza scrivendo e, dopo avere scritto, passa oltre e tu, con tutta la tua devozione e la tua intelligenza, non potrai cancellare neppure mezza riga, né con tutte le tue lacrime potrai sbiadirne una sola parola.

Nelle foto, dall’alto in basso:

– La famiglia Lentoni al completo, con Giorgio e Luciano praticamente imberbi

– Giorgio Lentoni con il pittore Morando

– Giorgio Lentoni… oggi

E VICEVERSA di Miriam Maria Santucci

Ad ogni alba segue il tramonto.

Sono identici, seppure opposti.

L’una non esisterebbe senza l’altro.

E viceversa.

In mezzo uno spicchio di tempo,

diverso per ogni essere vivente.

Gli animali lo sanno e non perdono la loro essenza:

ognuno di essi vive secondo la peculiarità della propria specie.

Gli umani no.

Gli umani,

non tutti ma i più,

hanno perduto da tempo la loro essenza e non rispettano nessuno,

nemmeno se stessi.


(Miriam Maria Santucci)

“Senza cuore” di Sergio PIZIO

Davide non amava frequentare luoghi troppo chiassosi dove le persone si muovevano appiccicate l’una all’altra come un branco di sardine. La cosa gli metteva una sorta di ansia, innervosendolo a tal punto da provare un forte senso di oppressione e malessere generale. Non sopportava sgomitare continuamente con altre braccia attaccate a corpi convulsi mentre il persistente vociare di quella marea di gente gli disintegrava i timpani. Ad ogni modo non era quello il motivo che spinse Davide quella mattina presto, recarsi con la sua Mountain Bike verso la collina mentre la città dormiva ancora. Attraversando le sue strade deserte e immerse in un silenzio irreale, respirando quell’aria così fresca e pura, la quale non sembrava appartenere affatto a una grande metropoli. Nella sua testa i pensieri rimasero immobili. Solidali in una sorta di tacita complicità, mentre le sue gambe fornivano una crescente quanto esplosiva potenza sui pedali. Quasi a volere fuggire da una fantomatica realtà costruita su fragili e instabili palafitte di fango. Dopo qualche chilometro Davide rallentò l’andatura bloccando le ruote della sua Mountain Bike a pochi centimetri da una stradina sterrata. Dopodiché si voltò osservando con un profondo sospiro le luci della città, che gli apparivano (da quella distanza) come un esteso e grande albero di Natale. Deglutì allargando le braccia lateralmente, assaporando la libertà del suo essere, beneficiando di una straordinaria positività che sentiva invadergli l’intero corpo amalgamandosi in ogni singola cellula. Sorrise scuotendo la testa. Visualizzando davanti ai suoi occhi il volto di lei, Laura, e dalle sue piramidali quanto eccentriche ideologie strampalate, alimentate e sostenute da un’assidua prevalenza di egoismo. Dettando assurde regole soffocanti come pesanti macigni, affondando il loro rapporto di coppia. Ad un tratto la sua attenzione si focalizzò su quelle due luci che stavano risalendo velocemente la strada, accompagnate da un sommesso brontolio di motore. Il giovane ragazzo sollevò una mano, riparandosi gli occhi da quelle accecanti luci che si fermarono a meno di un metro da lui.<< Si può sapere che diavolo succede?>> sbraitò la ragazza saltando fuori dall’auto, agitando furiosamente le braccia per aria.<< Cosa…se non ricordo male ieri abbiamo preso entrambi una decisione…>><< Ma guardati stai scappando come un ladro…dove credi di andare >><< Lo sai benissimo dove sto andando Laura…>>Lei emise una sonora risata isterica, incrociando nervosamente le braccia sul petto.<< Quindi lasceresti una vita agiata, una bella villa con piscina, un posto di lavoro ben retribuito per cosa! >>Davide scosse il capo. << E finita Laura, non c’è più nulla che ci lega…>><< Cazzate!! >> urlò lei scalpitando con i piedi come un’indomabile puledra. << Ti stai comportando come un bambino…ma guardati, credi di potermi cancellare dalla tua vita in questa ridicola maniera? >><< Il nostro rapporto in questi tre anni si è basato esclusivamente sul tuo dannato cinismo >><< Che cosa…io…io ho sono una persona molto importante, non ti permetto di parlarmi in questa maniera e….>><< Dannazione ma ti ascolti mentre parli? >> esclamò Davide sollevando le mani a mezz’aria. << Come può funzionare un rapporto di coppia a senso unico, credi mi importi di una vita agiata nel lusso quando manca la cosa più preziosa, l’amore per esempio…>><< Vaffanculo >> sostenne lei con un ghigno beffardo sul viso sollevando di seguito il dito medio di una mano. << L’amore non esiste svegliati, esistono i soldi e le persone come me>><< Bene, finalmente ti riveli per quello che sei >><< Ehi, tu credi di essere migliore di me?>> mormorò lei.Lui scosse la testa sollevando le spalle. << Forse. Ad ogni modo dietro quella collina troverò una casa modesta abitata da persone modeste, sicuramente senza il lusso e le comodità della tua splendida villa con piscina >>Lei rise. << La ci abita una povera famiglia, dei pezzenti >>Davide rimase per alcuni istanti a fissarla come se non l’avesse mai conosciuta, provando un forte senso di disprezzo. L’istinto era quello di allontanarsi da lei, evitando di sprecare altro tempo verso una persona del genere. Ebbe un sussulto, poi con relativa calma prese fiato.<< Tu ci sei nata in quella casa, rammendalo sempre. L’unica persona povera sei proprio tu Laura. Povera dentro,arida come un deserto >><< Credi di commuovermi con questi discorsi?>><< No. Non puoi commuoverti se non hai un cuore>>Così dicendo imboccò la stradina sterrata, scomparendo ben presto dalla vista di lei.
Sergio Pizio.

Progetto “Fotografia sotto le stelle” a cura del fotografo Daniele Robotti

Mercoledì 5 agosto 2020, orario 21.00 – 22.30

all’aperto, sul terrazzo dello studio di Daniele Robotti, al 2^ piano di Via San Lorenzo 107, in Alessandria

(nel rispetto della normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19)

Si è tenuto il primo incontro del Progetto.

“FOTOGRAFIA SOTTO LE STELLE”

un appuntamento informale, discorsivo e aperto alle domande e alle curiosità di tutti gli appassionati di fotografia, arte e cultura visiva.

Fabrizio PRIANO Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee ha commentato :

“ Riprendono le serate dedicate alla fotografia a cura del fotografo professionista Daniele ROBOTTI , all’aperto sul terrazzo  del suo studio fotografico in Alessandria, L’iniziativa, ormai alla seconda edizione, riscuote il favore di un pubblico attento e preparato, appassionato di fotografia con il vantaggio di una location suggestiva e in linea con la normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19”. 

“La foto più bella del Mondo!” è l’argomento della nuova serie di incontri. Questa estate Daniele Robotti presenta e commenta una fotografia che per lui è “la più bella del mondo!”

Chi è l’autore e qual’è la sua storia? Da dove nascono queste immagini? Perché sono diventate icone della storia della fotografia? 

“La foto più bella del Mondo!” è sia un incontro amichevole, discorsivo, dove incontrare la fotografia, ma soprattutto vuole essere un’occasione di confronto per i partecipanti su cosa trovano interessante, irripetibile, esaltante nella fotografia protagonista di ogni serata.

La partecipazione a “Fotografia sotto le stelle” è a numero chiuso di 14 ospiti, la serata è all’aperto, con il distanziamento e con l’obbligo di mascherina.

Per prenotare il tuo posto devi contattare Daniele Robotti al numero 3402292770 anche su WhatsApp.

INFO

Daniele Robotti Tel. 3402292770 info@robotti.it www.robotti.itwww.liberamentelab.it

BIOGRAFIA 

Daniele ROBOTTI è un fotografo professionista specializzato nelle immagini di natura, in particolare la documentazione del comportamento degli animali e il loro rapporto con l’uomo, con trent’anni di esperienza in campo fotografico: dalla fotografia di cronaca ai viaggi, dal reportage sociale alla fotografia naturalistica, in agenzia di cronaca e di natura. Ha partecipato alla realizzazione di opere editoriali per i seguenti Editori: DeAgostini, Calderini – Il Sole 24 Ore, Kosmos, Mondadori, Edagricole.

Nel 2016 ha fondato Dogs and More srl una realtà specializzata nella formazione professionale nei campi del comportamento animale e fotografico, al di fuori di queste produzioni trovano spazio altri progetti su argomenti, storie e soggetti legati alle aree del reportage sociale, del ritratto e della fotografia fine-art.

Inoltre ama sperimentare la fotografia astratta e concettuale, e condividere la sua visione fotografica con tutti, senza distinzioni di marca fotocamera, budget, ed esperienze!

Sito web www.robotti.it

AI CONFINI DEL CIELO di Miriam Maria Santucci

Umilmente ti appresti a ritornare
nel grembo eterno del tuo Creatore.
Nuvole di ricordi e di preghiere
volteggiano attorno al capezzale.
Solo a chi parte è dato contemplare
il Mistero che avvolge questo mondo
e una luce di pace e di stupore
appare all’improvviso sul tuo volto.
Lasci le tue angosce e il tuo patire
e sigilli i tuoi affetti dentro il cuore.
Un ultimo respiro e ti trasporti
nell’altra dimensione dell’Amore.
Un angelo ti rimane accanto
e ti avvolge nel suo candido velo.
Poi dolcemente prende la tua mano
e ti accompagna ai confini del cielo.

Poesia tratta dalla raccolta “Le Impronte della Vita”.
© Copyright 2015 – Miriam Maria Santucci

AUDITE NOVA e Llibre Vermell de Montserrat



“Ma noi credevamo che il medioevo fosse noioso…” Quante volte se lo sentono dire dopo un concerto i membri di Audite Nova, da chi non ha mai ascoltato il Llibre Vermell. Il prezioso manoscritto conservato nell’abbazia di Montserrat ha un posto di rilievo nel repertorio dell’ensemble musicale vogherese fondato da Carlo Scotti nel 1980 e oggi diretto da Mario Giaccoboni. Musica di nicchia? Ma chi la ascolta una volta, chi ne coglie l’intramontabile vitalità, quasi sempre ne diviene un appassionato. Non solo medioevo, però: Audite Nova si dedica alla polifonia rinascimentale, al barocco, ad autori ancora più recenti, anche contemporanei, e tiene spesso concerti in Italia e all’estero. E i suoi membri non si stancano di scartabellare vecchie carte e di trascrivere, interpretare e far conoscere pagine bellissime spesso ancora ignote perfino alla sconfinata banca dati di Internet. (Elena Cristina Bolla, giornalista)

Due brani eseguiti dall’associazione Audite Nova che nel 2016 ha realizzato l’integrale del Llibre Vermell del Montserrat, portato con successo anche nella citta tedesca di Leinfelden gemellata con Voghera. (Chiara Sabrina Scotti, Artista)

“EDITO IL CATALOGO “POPOP” di Nadia Presotto

Vercelli – E’ stato editato il catalogo “POPOP” che doveva accompagnare nella primavera 2020 la mostra d’ arte curata da Paola Bertolazzi presso la Casa d’ Arte Viadeimercati di Vercelli, ma per comprensibili ragioni a causa del Covid 19, è stata prorogata a data da destinarsi. Per ora è edito il catalogo che presenta, con il testo critico di Nadia Presoto le opere degli artisti: Easypop, Max Oddone e Filippo Biagioli. E’ un catalogo completo, con le immagini delle opere e le biografie.

Questo il testo critico di Nadia Presotto : “La Casa d’ Arte Viadeimercati presenta POPOP, una mostra che si rifà alla Pop Art, formula abbreviata di Popular Art, movimento artistico nato in Inghilterra nei primi anni Cinquanta del Novecento e poco dopo  diffuso negli Stati Uniti. Con la Pop Art  inizia una serie di proposte dirompenti che infrangono le tradizionali regole artistiche con proposte imprevedibili. Gli artisti di questa tendenza artistica riprendono immagini di oggetti quotidiani, tribali, tavole di fumetti e oggetti di recupero.

POPOP – palindromo che si  può leggere nei due sensi -rappresenta e presenta tutto questo nelle opere di tre artisti, con linguaggi differenti ma accomunati dal desiderio di proporre qualcosa di diverso, un po’ POP un po’ Dadaista.

EASYPOP, progetto di NeoPopArt ideato dal romano Roberto Mazzeo che propone opere su carta, omaggio e reinterpretazione delle opere del passato in chiave contemporanea utilizzando i personaggi dei fumetti giapponesi tanto in voga negli anni Settanta; ricordi d’ infanzia  proposti nelle sue opere. Il risultato? Opere uniche, moderne, nelle quali la Pietà di Michelangelo è “interpretata” dal nonno di Heidi e dalla Incantevole Creamy, la maghetta di un cartone giapponese, oppure il Pensatore di Rodin diviene Fantam. Da cinque anni produce questi disegni su carta, praticamente bozzetti ripetuti, eppur diversi, in trenta esemplari. La firma o meglio il marchio, non poteva che essere uno “smile”.

MAX ODDONE alessandrino di nascita, figlio d’ arte, agli studi in ingegneria a Genova affianca quelli pittorici. Fondatore nel 2005 della Federazione Italiana Giovani Artisti “F.I.G.A”, corrente artistica il cui manifesto viene registrato presso la S.I.A.E, per diffondere l’ arte ironica-concettuale, ufficialmente presentata nella sua città alla galleria Clio con la mostra “W. La F.I.G.A.”. Nelle sue opere, ironiche e concettuali interagiscono il pensiero e la visione; gli assemblaggi di Oddone ricordano la Pop Art americana di Rauschenberg, realizzati con materiali di recupero e interventi pittorici.  

Max Oddone e Easypop presentano A4 opere appunto in formato A4 realizzate a 4 mani che ricordano la Mail Art, iniziate nel 2016 nelle quali i due artisti hanno unito le loro ironie in un  divertente connubio artistico, proposte in una unica installazione.

FILIPPO BIAGIOLI artista toscano “di casa” nella storica galleria vercellese, sempre fedele al suo poetico e personalissimo stile che incanta per l’ immediatezza e l ‘ironia delle opere nelle quali è sempre presente la “scrittura analphabetica”. Le opere su tela, dai colori primari fosforescenti, recano titoli quali “Ritratto con colori classici di un uomo a cui sono uscite le idee dalla testa” è formata da nove tela 10 x 10 fatte a brandelli formano un’ opera di centimetri 30 x 30, oppure “Alieno nudista in visita sulla terra”. Oltre alle tele a brandelli l’ artista utilizza anche tavole forate e tele di grandi dimensioni esposte senza telaio, tutte opere di recente realizzazione.”

“Tra insonnia, follia e colori” mostra di Giuliano Saba – Progetto Arte Diffusa

Fabrizio PRIANO Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee, nell’ambito del Progetto ARTE DIFFUSA,

(nel rispetto della normativa vigente sul distanziamento sociale contro la diffusione del Covid-19) ha organizzato

Giovedì 30 luglio 2020 alle ore 18, 00 presso

CAFFÈ ALESSANDRINO

Piazza Garibaldi, 39 – Alessandria Tel. 0131-441903

l’inaugurazione della mostra

“ TRA INSONNIA, FOLLIA E COLORI ”   di   Giuliano SABA

La mostra resterà esposta fino al 30 agosto 2020 

Fabrizio PRIANO 

Presidente dell’Associazione Culturale  Libera Mente-Laboratorio di idee commenta:

“Con la mostra dedicata allo scultore-pittore Giuliano SABA proseguono gli appuntamenti del Progetto ARTE DIFFUSA che vedono un susseguirsi di eventi dedicati all’arte presso alcuni locali della nostra Città. Giuliano SABA, già conosciuto per le sue sculture, in questa personale propone opere pittoriche con connotazione di surrealismo e di astrattismo che vanno ad integrare le realizzazioni della sua ricerca artistica”.

Giuliano SABA nasce a Gonnosfanadiga (CA) nel marzo del 1949.  

Per esigenze di lavoro, all’età di venti anni, lascia definitivamente la sua terra natia e si trasferisce in Piemonte. Ora risiede in San Giuliano Nuovo (AL). 

Da sette anni, nelle vesti dell’artista per hobby, ha incominciato a dare forma e vita ai metalli.

La maggior parte delle sue sculture in acciaio e in ottone, simboleggiano l’amore, la distanza, la nostalgia … il legame indissolubile con la sua Isola, con tutti quegli elementi ancestrali e quei sentimenti che il distacco non è mai riuscito a fugare dal suo essere.

Da circa un anno ha iniziato a esprimersi anche con i colori acrilici, per la maggior parte colori primari che riversa sui pannelli o sulle tele, quelli che, mescolandosi tra loro, fanno emergere una caleidoscopica ricchezza di stimoli percettivi, visivi e sensoriali dai quali prendono vita sensazioni e suggestioni. 

Nel 2014 vanta un’esposizione personale nel suo paese natio e la partecipazione alla Floreale di Alessandria.

Sempre nel 2014 organizzò una mostra nella Chiesa Templare Francescana in Alessandria, con la compartecipazione di altri sei artisti.

Dal 2014 espone nel Complesso Monumentale di Santa Croce in Bosco Marengo per l’evento “ Settembre in Santa Croce”.

Nel 2015 partecipò alla prima “ Biennale d’Arte di Alessandria, OMNIA”, organizzata dall’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di Idee.

Nel mese di aprile del 2018, in contemporanea con il Salone del Mobile, ha esposto una sua scultura a Milano per l’evento artistico “ Dal Design all’Arte” (a cura dello storico e critico d’arte Giorgio Gregorio Grasso, in collaborazione con la critica d’arte Giada Eva Elisa Tarantino).

Sempre nel 2018, nel mese di aprile/maggio, è stato presente a Piacenza assieme ad altri artisti di fama internazionale alla Prima Rassegna d’Arte Internazionale Contemporanea Città di Piacenza ( a cura di Giorgio Gregorio Grasso) con due delle sue recentissime opere: “ Inquinata Terra”, acrilico su tela, tecnica mista 65×90 esposta a Palazzo Farnese e “ Mediterraneo”, tecnica mista misure 65×90 esposta nel Complesso Monumentale Ricci Oddi.

Il 26 maggio 2018, in occasione della Cinquantasettesima Biennale d’Arte, organizzata dal critico internazionale Giorgio Gregorio Grasso, sarà presente a Venezia, presso Palazzo Zenobio, con la sua Scultura “ La Follia … triangolo amoroso, circolo vizioso, menti quadrate” in acciaio e ottone dalle misure: 180 H. x 80 L. cm.

Il Piccolo
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